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Basket: Asvel e Monaco appese a un filo. Eurolega a rischio?

Duccio Fumero

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Nedovic / Ciamillo

Per anni sono state il simbolo dell’ascesa del basket francese ai vertici d’Europa. Oggi, invece, Asvel Villeurbanne e Monaco si ritrovano accomunate da una parola che sembrava impensabile fino a pochi mesi fa: sopravvivenza. La crisi economica che ha travolto i due club rischia infatti di ridisegnare gli equilibri del basket continentale, al punto da mettere in discussione la presenza della Francia nell’Eurolega. Se il Monaco campione di Francia è ancora in lotta per salvare la propria esistenza sportiva, l’Asvel prova invece a ridimensionarsi senza rinunciare alle proprie ambizioni. Due storie diverse, ma unite da un filo sempre più sottile.

La situazione più delicata resta quella della Roca Team. La Camera d’Appello della Federazione francese ha confermato il diniego all’iscrizione del club ai campionati LNB, costringendo la società a valutare un ultimo ricorso davanti al Comitato Olimpico e Sportivo Francese (CNOSF). Sullo sfondo c’è il cambio di proprietà, con il passaggio del controllo del club al fondo statunitense Helen Holdings guidato dall’ex stella NBA Jamal Mashburn, operazione che secondo il Monaco non ha potuto essere completata nei tempi richiesti per presentare tutta la documentazione economica. Il nuovo progetto, però, sarà inevitabilmente molto più sobrio rispetto all’era Fedorychev: il budget dovrebbe scendere da oltre 38 milioni di euro a circa 12,5 milioni, con l’obiettivo di riportare il club su basi sostenibili e con un possibile coinvolgimento più diretto dello Stato monegasco nella governance. Il ricorso rappresenta quindi l’ultima occasione per dimostrare la solidità del nuovo piano industriale e tenere aperta la porta verso il ritorno nella Betclic Élite e, di riflesso, nelle competizioni europee di vertice.

Meno drammatica, ma comunque complessa, la situazione dell’Asvel. Tony Parker ha dovuto ammettere che il grande progetto di rilancio subirà un brusco rallentamento: il budget previsto per la stagione 2026-2027 è stato ridotto da 59 a 24 milioni di euro, dopo che alcune operazioni con i nuovi investitori hanno richiesto tempi più lunghi del previsto. La DNCCG ha approvato il nuovo piano economico, evitando conseguenze ancora più pesanti, ma il contraccolpo sul mercato è già evidente. Sylvain Francisco ha salutato per trasferirsi al Panathinaikos, mentre Daniel Theis, Armoni Brooks e Nick Weiler-Babb sono finiti nel mirino di altri club europei. A complicare ulteriormente il quadro c’è anche la questione degli stipendi: secondo indiscrezioni rilanciate da Eurohoops, l’Asvel dovrebbe ancora corrispondere circa 1,2 milioni di euro ai giocatori della passata stagione per rispettare la soglia minima salariale prevista dall’Eurolega.

Il paradosso è evidente. Negli ultimi anni il basket francese aveva costruito uno dei movimenti più solidi e produttivi d’Europa, capace di alimentare l’NBA con una generazione di talenti e di portare due club stabilmente nell’élite continentale. Oggi, però, proprio le due società simbolo attraversano la fase più delicata della loro storia recente. Il Monaco attende il verdetto del CNOSF per capire se potrà ancora avere un futuro nel professionismo francese, mentre l’Asvel cerca di proteggere il proprio progetto in attesa che gli investimenti promessi si concretizzino. L’Eurolega osserva con attenzione: perdere contemporaneamente Monaco e Villeurbanne significherebbe vedere scomparire, almeno temporaneamente, uno dei mercati più importanti del basket europeo.

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