Tennis
ATP Montreal 2026: Matteo Berrettini perde contro Navone la partita resa infinita dalla pioggia
Ci è voluto suppergiù un giorno e mezzo per decretare la fine di uno dei confronti più attesi in casa Italia al Masters 1000 di Montreal. Il problema, però, è che arriva la sorpresa in negativo. Matteo Berrettini tradisce i favori del pronostico e perde per 6-3 6-7(5) 6-3 contro l’argentino Mariano Navone, che si qualifica dunque per il secondo turno del torneo di scena nel Québec.
Il match quasi non fa in tempo ad iniziare: due palle break per Berrettini, poi una terza, ma dopo nove punti la pioggia ritorna e rimanda i due negli spogliatoi. Passano due ore, si riprende, e Navone conquista un game che si può ben dire sia stato particolarmente lungo. Dopo qualche momento di comprensibile assestamento, l’italiano torna a procurarsi chance di andare avanti. E, alla fine, ce la fa con un dritto sbagliato da Navone che regala il 3-2 a Matteo. Il guaio, per il romano, è che cominciano anche gli errori, due dei quali causano il controbreak immediato e, a posteriori, la svolta del set. A dire la verità, Berrettini va di nuovo sul 15-40, ma sbaglia due volte di rovescio nei punti che contano. Subito dopo, però, tra errori e doppio fallo in casa italiana arriva il 5-3 di Navone, che riesce poi a salvare una palla break e a chiudere il 6-3.
Nel secondo set, tanto per cambiare, Matteo deve risalire da 0-30, ma servizio e dritto lo salvano. Arriva però durante il secondo game un altro colpo di scena: la nuova sospensione per pioggia. I due vengono lasciati in campo a lungo, poi fatti tornare negli spogliatoi e passa un’altra ora e mezza prima che si possa ricominciare a giocare. Navone tiene la battuta, Berrettini di uovo risale da 15-30 e tiene per il 2-1. Pochi game e un po’ di equilibrio dopo è il romano a provare a spingere: dopo essersi trovato costretto ai vantaggi nel settimo gioco è bravo a procurarsi una palla break dopo uno scambio lungo e anche difensivo. Navone trova il rovescio incrociato per salvarsi, ma non è finita qui: sul 6-5 ci sono due set point per Matteo, che però commette altrettanti gratuiti. Altalenante anche il conseguente tie-break, in cui Berrettini riesce ad andare sul 3-1, ma cede il minibreak di vantaggio con Navone che fa di tutto per prendere qualsiasi cosa. Sul 5-5, però, l’italiano vince uno scambio in cui si sacrifica in difesa e, alla fine, obbliga l’argentino a sbagliare un dritto non impossibile. Stavolta il set point non lo fallisce: 7-5 e si va al terzo.
Sembra il momento in cui cambia il match, e invece non lo è. Questo perché Berrettini, dopo aver portato Navone ai vantaggi nel primo game del set decisivo, incappa in un passaggio a vuoto che è anche più grave perché costituito da quattro errori di dritto in fila dal 15-0. Risultato: break per l’argentino, che poi risale da 0-30 e, anche con un po’ di fortuna, sale sul 3-0. Rischia ancora di più Matteo sotto 4-1, perché deve recuperare da 0-30 e lo fa stavolta riuscendo a ritrovare servizio e dritto in più occasioni. Sull’onda positiva recupera dal 40-0 in favore di Navone nel game successivo, ma la differenza la fa sul 40-40 un dritto appena lungo. Si tratta quasi dell’ultimo brivido, perché l’argentino, pur complicandosi la vita, chiude al terzo match point (anzi, lascia chiudere al dritto in rete di Berrettini).
La durata ufficiale è di tre ore e tre minuti, anche se sul tema del tempo effettivo si potrebbe stare a discutere visti i tempi d’interruzione e simili. Ad ogni modo, quello che decisamente manca a Berrettini è la conversione delle palle break: appena 1 su 12, troppo poco per poter girare il match in maniera valida, soprattutto questo tipo di incontro. E fa rumore anche il saldo vincenti-errori gratuiti: 11-42 per Navone, addirittura 25-62 per Matteo.