Atletica

Atletica, l’Italia si conferma la nazione guida in Europa. A Birmingham il coronamento di un lungo percorso

Erik Nicolaysen

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Battocletti / Lapresse

L’appuntamento principale della stagione è andato ufficialmente in archivio con un bilancio trionfale per l’atletica italiana, che ha confermato il suo status di movimento guida del Vecchio Continente al termine di una settimana dalle mille emozioni. A Birmingham gli azzurri sono riusciti nell’impresa di vincere il medagliere per la seconda edizione consecutiva dei Campionati Europei, avvicinandosi sensibilmente allo storico record di ori (11) e podi (24) ottenuti due anni fa a Roma.

L’Italia, reduce anche da due successi consecutivi nella Coppa Europa (oggi Europei a squadre), ha collezionato 10 titoli, 6 argenti e 6 bronzi per un totale di 22 medaglie, una in più rispetto alla Germania. La nazionale guidata dal DT Antonio La Torre è stata la migliore del lotto anche nella classifica a punti (226, a -6 da Roma 2024) e per piazzamenti nelle prime otto posizioni (45, eguagliando il primato tricolore).

La spedizione italiana ha avuto l’enorme merito di gettare il cuore oltre l’ostacolo, fronteggiando diversi episodi negativi tra cui gli infortuni del campione mondiale di salto in lungo Mattia Furlani e del due volte campione europeo nei 100 Marcell Jacobs (grande favorito per l’oro prima del problema fisico in finale) ma facendo valere una profondità senza precedenti per battere a domicilio l’agguerrita selezione britannica in una rassegna continentale dal peso specifico superiore rispetto alla precedente, che andò in scena (in casa) due mesi prima delle Olimpiadi di Parigi.

Le due prestazioni tecniche di spicco in casa Italia sono state la vittoria nel triplo di Andy Diaz con 18.15 (quarto all-time, a 14 centimetri dal primato mondiale di Jonathan Edwards) ed il magico trionfo al fotofinish della 4×400 maschile (che aveva stampato il nuovo record nazionale in semifinale) valso anche la prima posizione nel medagliere all’ultima gara dei Campionati. Due anni dopo Roma sono tornati sul trono europeo Nadia Battocletti tra 5000 e 10.000 metri, Leonardo Fabbri nel peso e più a sorpresa un ritrovato Gianmarco Tamberi nel salto in alto. Le altre novità sul gradino più alto del podio arrivano invece dal lungo con Larissa Iapichino, dal triplo con Dariya Derkach e dalla maratona di marcia con Massimo Stano e la giovane promessa Sofia Fiorini.

Medaglie a parte, l’Italia sembra pronta a rimanere estremamente competitiva almeno in ambito continentale anche nei prossimi anni grazie ad un ricambio generazionale in stato avanzato (soprattutto in alcuni settori) che ha fatto vedere qualcosa di interessante già a Birmingham tra Mohamed Soudassi, Matteo Sioli, Erika Saraceni, Alexandrina Mihai, Alice Pagliarini, Eduardo Longobardi, Francesco Inzoli, Celeste Polzonetti, Filippo Dezza e Francesco Pernici su tutti.

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