Tennis

Aldo Chiari, preparatore di Elena Rybakina: “Tanti fattori generano un infortunio, non tutti controllabili”

Alessandro Passanti

Pubblicato

il

Elena Rybakina / LaPresse

Aldo Chiari, preparatore atletico di Elena Rybakina, è stato l’ospite dell’ultima puntata di TennisMania, in onda sul canale Youtube di OA Sport. La tennista kazaka questa notte ha perso la finale del torneo di Toronto contro Iga Swiatek ma, nel complesso, ha disputato un torneo di alto livello.

Aldo Chiari inizia proprio dall’atto conclusivo dell’importante torneo canadese:Abbiamo fatto un bel lavoro e, come ha detto lei stessa a fine torneo, ha saputo lottare in modo estremo in diverse partite. Sono molto contento del suo atteggiamento, come tutto il team. Prendiamo gli aspetti positivi di questo. Lei è così, sembra che non esprima emozioni ma è stata in campo tante ore ad alto livello. La finale? La fatica si è fatta sentire contro Swiatek. L’accumulo di stress ha inciso. Non mi piacciono gli alibi, lei è stata bravissima e ha fatto il massimo. Ora deve pensare allo step successivo, senza rimanere ancorata a questo ko”.

Il rapporto professionale tra Rybakina e Chiari è iniziato in una maniera particolare ma ha subito dato ottimi risultati:Abbiamo cominciato a marzo 2025 nel momento in cui ha deciso un cambiamento nello staff. Abbiamo deciso di provare, per capire se eravamo sulla stessa lunghezza d’onda e da lì in poi è scoccata questa interazione professionale, entrando a tutti gli effetti nel team in maniera esclusiva. Poi ci sono state un po’ di evoluzioni con alcuni eventi importanti e inserimenti. Siamo riusciti tutti insieme a tornare su ed a fare cose importanti. Non mi piace parlare di chi c’era prima al mio posto per cui dirò del mio. Abbiamo lavorato molto sulle connessioni fasciali. Ho una sinergia interessante con gli altri componenti dello staff e stiamo facendo squadra nel modo migliore. Non facciamo troppe cose programmate ma agiamo in base a quello che succede volta per volta”.

La tennista nativa di Mosca potrebbe arrivare al numero 1 ma, secondo il preparatore originario di Napoli, non è un cruccio: “Elena lo dice sempre ‘Non ci penso mai, lo faccio solo quando me lo fate notare voi giornalisti’. Penso sia importante avere un approccio simile, evitando di pensare troppo a passato e futuro. Facendo così ovvero non pensare troppo al ranking che, come ben sappiamo, se deve arrivare arriva”.

Per Chiari la filosofia di lavoro è ben precisa in una direzione:Penso che la prevenzione sia un aspetto fondamentale da inserire in maniera sistemica in ogni sport per ridurre drasticamente il rischio di infortuni. Nel mio caso lavoro molto sulla corrispondenza dinamica ovvero allenare la capacità di forza con quel vettore di forza specifico. Se uno sport è verticale o orizzontale, cambia tutto”.

Siamo in un’era del tennis con tanti infortuni, come si può spiegare tutto ciò? “Il concetto di base è che l’infortunio è multifattoriale. Andare a trovare il motivo principale può portarci in una direzione ancor più problematica. Ogni soggetto è diverso ma ci sono dei trend che dipendono dalle prestazioni. Ogni sport stressa l’atleta in maniera differente. Si gioca troppo? Forse. Ma anche chi gioca meno ha questi problemi. Impossibile escludere ognuno di questi fattori. Bisogna analizzare caso per caso pensando allo sport specifico. Per alcuni potrebbe essere la troppa fatica, per altri una questione mentale che può incidere oppure anche il sonno. Ovviamente non si possono azzerare gli infortuni, ma sicuramente si può lavorare in maniera più specifica e proficua”.

Arriviamo agli US Open con Alcaraz, Sinner e Rune ancora in dubbio più o meno forte: “C‘è un’attenzione spasmodica su questi aspetti. Capisco che il pubblico e i social vogliano sapere ma certe volte forse si va un po’ oltre. Non so esattamente cos’abbiano fatto Alcaraz e Sinner ma il rientro è sempre molto delicato. Ci sono momenti che richiedono tempo fisico per capire cosa succede e come procede il recupero. Per un tennista spalla e polso sono articolazioni molto delicate. Per lo spagnolo non penso che ci sia grande differenza tra un Masters 1000 sui 3 set e gli US Open che sono sui 5. Il suo staff sarà impeccabile nella decisione. Rune? Dopo la rottura del tendine d’Achille ha bisogno di tanto tempo per tornare alle condizioni ideali e, soprattutto, a sollecitare la parte ai massimi livelli. Non potrà fare tutti i tornei ma dovrà fare un percorso graduale”. 

CLICCA QUI PER VEDERE LA PUNTATA COMPLETA DI TENNISMANIA

Exit mobile version