Tennis
A Winston-Salem tris italiano prima degli US Open
Saranno tre gli italiani al via dell’ATP 250 di Winston-Salem, che da tempo ha preso il ruolo di ultimo appuntamento prima degli US Open. Si gioca sui campi della Wake Forest University, ed è un evento che ormai dal 2011 riunisce alcuni dei giocatori che più vogliono affinare la preparazione in vista del principale evento dell’estate americana. Non mancano di solito le partecipazioni prestigiose: nel 2018 ha vinto Daniil Medvedev, campione proprio a New York tre anni dopo, ma figurano anche John Isner e Hubert Hurkacz nell’albo d’oro.
Questo, però, è un evento dalla storia molto più lontana: dal 1981 al 1989 si giocò come esibizione a Long Island, poi, dal 1990, mantenne la stessa sede, ma divenne torneo in quanto tale. E, attenzione, nei primi tempi proprio sulla scia dell’esibizione arrivavano fior di giocatori: vinsero figure come Stefan Edberg, Ivan Lendl, Yevgeny Kafelnikov, Carlos Moya, Patrick Rafter. Nel complesso, l’ultimo ex numero 1 a vincere a Long Island fu Lleyton Hewitt nel 2004. L’evento finì a New Haven nel 2005 perché la USTA decise di venderne la licenza e “fonderlo” con il torneo femminile che già si giocava lì. Poi il passaggio a Winston-Salem, anche se l’ATP ha sempre riconosciuto questo come evento nuovo e non come prosecuzione di quanto accadeva prima, anche con nomi di spicco (proprio a New Haven, c’erano James Blake e Nikolay Davydenko tra i vincitori).
Ritorniamo al presente, e al 2026. A difendere il titolo non ci sarà Marton Fucsovics, l’ungherese che è risultato il primo del suo Paese a costruire un simile risultato nella storia dell’evento, che in quell’occasione visse di una finale tra giocatori non teste di serie (cosa che, nonostante la non alta probabilità di verificarsi visto che il tabellone è a 48 e nel seeding sono in 16, è successa anche nel 2022). Fucsovics, infatti, ha un problema a un polso, che lo ha costretto a saltare l’evento. Sono così diverse le storie che caratterizzeranno questa nuova edizione.
Numero 1 del seeding, infatti, è proprio Medvedev, che sta cercando di riprendere un po’ di quella fiducia che solo a tratti riesce a ritrovare rispetto a momenti (e anche anni) migliori. Dalla parte opposta del tabellone, come numero 2, c’è Luciano Darderi, alla caccia dei migliori risultati della stagione veloce e con la possibilità di avere subito un derby al secondo turno, visto che c’è Mattia Bellucci impegnato contro lo spagnolo Martin Landaluce. Numero 3 è il peruviano Ignacio Buse, che intende ripercorrere le orme di Luis Horna (che nel citato 2004 fu finalista, a dimostrazione del fatto che non viveva di solo rosso), mentre numero 4 è l’uomo che nel Regno Unito hanno scoperto con Wimbledon, vale a dire Arthur Fery, che sta facendo quel che può per confermare quanto di buono fatto vedere con la semifinale ai Championships. Altri nomi da tenere d’occhio: Stefanos Tsitsipas (anche se le lune del greco, si sa, sono variabili), Thomas Machac.
In casa Italia c’è un terzo nome, e non è di poco conto. Lorenzo Sonego, infatti, è stato l’unico azzurro, nel 2024, a vincere questo torneo. Nel 2026 debutta contro il ceco Vit Kopriva, con la possibilità di affrontare un giocatore che è cliente scomodo su questa superficie, il francese Adrian Mannarino. Riuscisse ad andare avanti, avrebbe reali chance di giungere fino a Medvedev nei quarti. E, per il torinese, sarebbe pure un ottimo toccasana stagionale.