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Zverev svela la preferenza tra Sinner e Alcaraz, poi la sorpresa: “Oro olimpico o Slam? La Germania era in fermento…”

Stefano Villa

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Alexander Zverev / Lapresse

Alexander Zverev ha dato una svolta alla propria carriera riuscendo a vincere il Roland Garros e festeggiando così il primo trionfo Slam, raggiungendo poi anche la finale di Wimbledon (persa contro Jannik Sinner) e tornando a essere numero 2 del mondo. Dopo l’avventura sull’erba londinese, il tedesco tornerà in campo in occasione del Masters 1000 di Montreal, che inizierà il prossimo 2 agosto sul cemento della località canadese.

Il tennista teutonico ha rilasciato una lunga intervista a Knossi, celebre conduttore televisivo in Germania, soffermandosi sugli scontri con i Big Three: “Contro Federer avevo una tattica contro di lui che sapevo come funzionava. Ho vinto più volte contro di lui di quante ne abbia perse. Contro Nadal, all’inizio della mia carriera, lui era fisicamente troppo forte per me. Io ero troppo esile, non avevo la forza fisica. La situazione è cambiata improvvisamente quando avevo 23, 24 anni. Da quel momento in poi l’ho battuto 3 o 4 volte di fila. Contro Djokovic abbiamo sempre disputato ottime partite, sempre in condizioni ottimali. Lui mi ha battuto più volte, ma d’altronde ha vinto più volte contro tutti“.

Knossi gli ha chiesto se preferisce giocare contro Jannik Sinner o Carlos Alcaraz. Domanda scomoda, ma a cui Alexander Zverev ha risposto con grande onestà: “All’inizio della mia carriera mi piaceva molto giocare contro Sinner, ma ora ho perso le ultime 7 o 8 partite. Ha migliorato molto il suo gioco, è molto costante e non ti regala nulla. Ora ti sembra di giocare sempre in svantaggio durante la partita. Contro Alcaraz mi piace molto giocare. A volte perdo, a volte vinco, ma con lui le partite sono sempre incredibili. Abbiamo sempre partite incredibili, battaglie dure, come quest’anno in Australia, dove abbiamo giocato 5 ore e 30 minuti, e alla fine ho perso, ma è molto divertente giocare contro di lui“.

Un passaggio sul trionfo al Roland Garros: “Durante tutto il torneo ho gestito bene il nervosismo. Sinner è stato eliminato, Djokovic anche, e io sono arrivato fino alla finale. È stata una giornata finale piuttosto dura, ero molto, molto nervoso. Inoltre, sapevo che la finale non era contro Alcaraz o Sinner, era contro Flavio Cobolli, contro un giocatore che devo battere: è un buon giocatore, senza dubbio. È un ragazzo eccellente, ma dovevo vincere quella finale. Ho 29 anni, non so quante altre opportunità avrei avuto. Inoltre, sono passati così tanti anni… Era quello che mi mancava, perché ho vinto a tutti i livelli nel mondo del tennis“.

E poi una rivelazione che farà sicuramente discutere: “Ho aspettato a lungo per vincere un Grande Slam e l’oro olimpico è arrivato presto nella mia carriera, ma per me l’oro olimpico resta il più speciale. Non so perché, ma l’emozione è stata ancora più intensa e ancora più forte. Eri al Villaggio Olimpico, vivevi in una casa tedesca, tutta la Germania era in fermento… Quando sono tornato a casa, mi sono reso conto di cosa significasse l’oro olimpico per l’intera nazione“. Un oro olimpico, nel tennis, vale più di uno Slam?

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