Ciclismo

Wout van Aert: “Voglio indossare la maglia di leader di un Grand Tour”

Andrea Addezio

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Wout van Aert / LaPresse

La primavera gli aveva finalmente sorriso e sembrava aver allontanato la sorte avversa con lo straordinario trionfo nella Parigi-Roubaix. Wout van Aert, a causa di un’infiammazione al gomito, è stato costretto a saltare il Tour de France 2026 e si è dovuto sottoporre a un intervento chirurgico che lo ha costretto a un periodo di convalescenza lontano dalla bicicletta.

Il belga ha seguito i compagni di squadra da casa e da Livigno, dove ha trascorso due settimane per ricostruire la propria forma in vista della seconda parte di stagione. Nel calendario di Van Aert ci sono ora la partecipazione alla Vuelta a España 2026 e il ruolo di uomo di punta del suo Belgio ai Mondiali.

Il classe ’94, nel corso di un’intervista a Nieuwsblad, ha raccontato come ha vissuto il Tour:La parte più dura è stata la cronosquadre del primo giorno. Volevo davvero essere lì e abbiamo anche vinto. Dopo quella, ho accettato la realtà e non ci ho pensato troppo spesso. Dopo sette anni al Tour, vivere un mese di luglio completamente differente aveva un suo perché. Quest’anno sono andato a Livigno per un training camp in altura. Purtroppo, siamo stati molto sfortunati come squadra al Tour. È stato un vero peccato per Jonas, ma anche per il Tour. Il principale rivale di Pogačar è stato costretto al ritiro. Negli ultimi anni, il nostro team è stato uno dei pochi a correre per vincere, invece di correre per altri piazzamenti”.

In vista della partecipazione alla Vuelta a España 2026, Wout van Aert ha le idee chiare: “L’obiettivo è dare tutto. Se sarà realistico vincere una tappa, dipenderà da quali specialisti saranno presenti. Sarebbe bello essere vicini in classifica generale dopo la prima tappa, perché anche la seconda è adatta a me. Indossare la maglia di leader di un Grand Tour è qualcosa che ho in un angolo della mia testa. Per ora non è stato facile prepararmi per la cronometro, perché mettere peso sul mio gomito fa ancora male. Ma abbiamo ancora un mese, ci lavoreremo”.

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