Pallavolo
Velasco non cerca alibi: “Brasile superiore in contrattacco. Questa sconfitta potrà insegnarci qualcosa”
Si interrompe in semifinale il cammino della Nazionale italiana di volley femminile nella Nations League 2026. A Macao, le azzurre si arrendono al Brasile al termine di una sfida di altissimo livello tecnico ed emotivo, chiusa al tie-break sul 3-2 (21-25, 25-21, 26-24, 22-25, 15-11). Sfuma così l’obiettivo di conquistare il terzo titolo consecutivo nella competizione, mentre resta ancora da giocare la finale per il terzo posto contro la perdente dell’altra semifinale tra Turchia e Cina.
Una partita combattuta, decisa dai dettagli e dalla straordinaria prestazione di Ana Cristina, autentica trascinatrice della formazione verdeoro nei momenti più delicati dell’incontro. L’Italia ha avuto le proprie occasioni, ma nei frangenti decisivi il Brasile ha mostrato qualcosa in più soprattutto nella fase di ricostruzione del gioco.
È proprio questo l’aspetto su cui si è soffermato Julio Velasco nel dopo gara. Alla domanda sul fatto che tutte le avversarie sembrino esprimere il massimo del proprio potenziale contro l’Italia, il commissario tecnico non cerca alibi e riconosce i meriti delle brasiliane.
“Hanno giocato meglio. Penso che abbiano vinto perché hanno giocato meglio, soprattutto in difesa e nel contrattacco. Noi abbiamo difeso, ma l’organizzazione del contrattacco non è stata buona. Avete visto che il Brasile è stato molto bravo ed è stato questo a fare la differenza. Non una grande differenza, perché è finita 3-2, ma dobbiamo accettarlo perché hanno giocato meglio per gran parte della partita“, ha sottolineato.
Per Velasco, però, la sconfitta rappresenta anche un passaggio di crescita all’interno del percorso della squadra. Le azzurre, infatti, arrivavano da quasi due anni senza sconfitte ufficiali, un’abitudine che rende inevitabilmente nuovo anche il modo di reagire a uno stop.
“Dobbiamo imparare a giocare dopo una sconfitta, anche perché negli ultimi due anni non abbiamo mai perso una partita, quindi è qualcosa che una squadra deve sapere cosa fare dopo aver perso una partita. Penso che questo ci farà crescere e ci potrà insegnare qualcosa“, ha concluso.