Ciclismo

Tour de France femminile 2026: Demi Vollering la più attesa. L’Italia si affida a Longo Borghini

Gianluca Bruno

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Demi Vollering - Lapresse

Il Tour de France femminile 2026, quinta edizione della Grande Boucle per le donne, scatterà sabato 1 agosto da Losanna e si chiuderà domenica 9 agosto a Nizza, una settimana dopo la fine del Tour maschile. Nove tappe per 1.175 chilometri complessivi, un percorso che passa da Svizzera e Francia e attraversa Giura, Massiccio Centrale e Alpi, con un dislivello record che conferma la corsa come vero appuntamento clou del calendario WorldTour.

PERCORSO

La prima parte del tracciato è pensata per aprire subito i giochi: circuito mosso a Losanna con arrivo in salita, tappa mista da Aigle a Ginevra per le ruote veloci e una giornata di saliscendi tra Ginevra e Poligny che può già sgranare la classifica. Il quarto giorno arriva l’unica cronometro individuale, 21 chilometri da Gevrey-Chambertin a Digione, prima di due tappe dure dirette verso sud e della regina: La Voulte‑sur‑Rhône–Mont Ventoux, 146 chilometri, 3.565 metri di dislivello e arrivo ai 1.910 metri del “Gigante della Provenza”, seguita da un lungo trasferimento da Sisteron a Nizza e da un circuito finale con multipli passaggi sul Col d’Èze.

FAVORITE

Al via ci sarà ovviamente il meglio del ciclismo femminile. La campionessa in carica Pauline Ferrand‑Prévot guida la Visma | Lease a Bike, ma la favorita è sicuramente Demi Vollering, reduce da un paio delusioni in terra transalpina, ma recente vincitrice in modo clamoroso del Giro Donne. Sullo sfondo restano la vincitrice 2024 Katarzyna Niewiadoma‑Phinney e la svizzera Marlen Reusser, oltre alla veterana Anna van der Breggen.

ITALIANE

Elisa Longo Borghini sarà il riferimento per la classifica generale, con l’obiettivo anche di provare a portare a casa un successo parziale. Da seguire anche Monica Trinca Colonel per un buon piazzamento finale. Per le tappe Elisa Balsamo e Chiara Consonni proveranno a gettarsi negli sprint, sapendo che però con una Lorena Wiebes così in palla c’è poco da fare.

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