Ciclismo
Tour de France 2026, Remco Evenepoel: “Potevo vincere la tappa, contento comunque delle sensazioni”
Si è conclusa con la doppietta della UAE Emirates la seconda tappa del Tour de France 2026. Isaac del Toro ha infatti anticipato sull’arrivo di Barcellona il suo capitano Tadej Pogacar, brillante sul muro finale ed in totale controllo della situazione. Lo sloveno ha così lasciato la vittoria al messicano, la prima in carriera nella Grande Boucle, accontentandosi del secondo posto.
La classifica generale si accorcia ma non cambia la leadership. Jonas Vingegaard chiude infatti la tappa in quarta piazza, anticipato da un pimpante Remco Evenepoel, apparso a suo agio sulle prime pendenze della corsa a tappe francese. Intervistato dal quotidiano Sporza, il belga ha così risposto alle domande su una sua possibile vittoria nella frazione odierna: “Si, avrei potuto vincere. Se avessero rallentato sarei subito andato in testa e forse avrei vinto. Anche se fossi stato a ruota degli altri avrei avuto la mia chance”.
Sulla UAE: “Era una sorta di tattica quella di lasciare un piccolo distacco. Speravo che perdessero un po’ di velocità, così da poterli raggiungere da dietro. Ma ho capito subito che del Toro e Pogačar avevano avuto la stessa idea, quella di continuare a tutta velocità fino al traguardo. Alla fine, è stato uno sforzo durato circa un minuto. È un peccato che sia riuscito a rimettermi sulla loro scia solo sul traguardo È stata una piccola scommessa che ho fatto. A volte è quella giusta e a volte no. Oggi, purtroppo, non lo è stata”.
Il corridore della Red Bull Bora Hansgrohe ha poi chiosato esprimendosi sulle sue condizioni: “È andata molto bene. Non mi sono mai trovato in difficoltà e sono sempre stato ben posizionato, sia in avvicinamento che sul circuito stesso. In salita, le sensazioni erano buone. È un bel risultato. È stato bello vedere che sono riusciti a chiudere la gara in quel modo. La loro squadra ha preso il controllo dal momento in cui siamo entrati nel circuito, quindi è una vittoria meritata per gli Emirati Arabi Uniti. Per fortuna ho potuto guardarla dalla prima fila e non da 50 metri di distanza. È un buon segno”.