Los Angeles 2028

Tommaso Marini: “Il fallimento mi spaventa, ma non è definitivo. Los Angeles 2028? Amo Hollywood…”

Alessandro Passanti

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Tommaso Marini / Bizzi Federscherma

Tommaso Marini è stato l’ospite dell’ultima puntata di OA Focus, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il fiorettista azzurro, reduce dagli Europei e pronto per la seconda parte della stagione, si è raccontato a 360 gradi, tra passato, presente e futuro. Tra pedana e non solo. Una chiacchierata davvero interessante per un atleta che esce dagli schemi sotto molti punti di vista.

Come detto, il primo punto all’ordine del giorno è la rassegna continentale conclusa da poco:Non è male ottenere risultati importanti in Francia. Diciamo che si è trattato di un Europeo a squadre molto bello, a tratti anche difficile dato che in semifinale ci siamo scontrati con la Russia che è una squadra che non va mai sottovalutata e composta da elementi molto forti. La finale è andata bene e siamo soddisfatti”.

La gara individuale, invece, ha avuto un momento clou con un nome ben noto:Avevo avuto problemi con Pauty, forse ho problemi proprio con lui, l’atleta con cui ho perso anche a Parigi. Ogni volta vederlo è quasi un trauma, perchè mi ricorda le brutte sensazioni di quel momento. Si tratta di un assalto che non vorrei fare e magari faremo in modo di non farlo più”.

Un antidoto sembra esistere per non pensare a queste cose: “Ci sono tantissimi modi. Lo sport è tanta testa e psicologia. Devi avere la consapevolezza di capire alcuni dati del cervello che non si conoscevano. A volte lo sport insegna a reprimere ansia o paura che con un lavoro specifico ti permettono di vivere la performance nella maniera più serena possibile. Mi fa molto dispiacere tutto ciò. A volte noi sportivi questa barriera che creiamo la portiamo anche nella vita di tutti i giorni e rischiamo di non vivere appieno le emozioni come la paura. A volte sarebbe importante viverle e scindere vita da sport. Lo sport è un lavoro in questo caso. Certo, nasce dalla passione e lo fai con piacere, ma rimane un lavoro e ci sono aspetti pesanti che devi sopportare come in ogni lavoro”.

La cosa che più spaventa Tommaso Marini?Non è una domanda facile alla quale rispondere. Forse il fallimento. Quella è una cosa che mi spaventa molto, in tutti gli ambiti. Si tratta di una cosa che ho toccato, fa male, ma non è definitiva. Anzi, a volte ti permette di capire dove e come hai sbagliato. Puoi capire molte cose, ma mi fa paura”.

Le critiche che possono arrivare non scalfiscono il nostro portacolori:In realtà non mi tocca troppo per il semplice fatto che io penso di non voler essere un esempio per nessuno. Io vivo la mia vita come voglio e lo faccio senza pensare che qualcuno debba prendere spunto da me. Certo, se lo facesse mi renderebbe orgoglioso per quello che ho costruito, ma non lo faccio con questa motivazione”.

Sin dalla più giovane età il nativo di Ancona ha avuto caratteristiche ben precise:Sono sempre stato molto riflessivo. Ho sempre avuto due lati molto forti. Questo, ma anche una parte molto aggressiva che avevo soprattutto nel periodo adolescenziale. Ora convivono abbastanza bene. Ero un ragazzino che amava molto le cose artistiche, ma di pari passo anche lo sport. Forse tutto questo l’ho portato anche in pedana. Ognuno ha una cifra sua ed è bello metterci del proprio”.

Qual è stato il momento di svolta?Sicuramente il 2022. Non ero molto convinto sul continuare questa strada dato che non vedevo i frutti importanti. Venivo da annate importanti poi dopo lo stop del Covid ho fatto più fatica. Non vedendo i risultati non ero convinto che fosse una strada percorribile per me, per cui pensavo di poter cambiare e di fare altro nella vita. Una delle ultime gare che mi ero dato come dead line in Coppa del Mondo ho vinto poi dopo pochi mesi ho raggiunto la prima posizione del ranking ed è cambiato tutto. Non so cosa avrei fatto, ero molto più spavaldo e avrei potuto davvero pensare ad altro. Mi sarebbe mancata l’adrenalina forse”.

L’esperienza a “Ballando con le stelle” ha segnato una pagina importante:Più famoso per la tv che per lo sport? No, non mi dispiace. Io ho sempre amato comunicare ed è stata una esperienza meravigliosa che mi ha dato un canale diretto con la gente. In quel modo puoi parlare a tutti e sentire anche il calore delle persone. Ovviamente mi piacerebbe che la gente si avvicinasse anche alla scherma ma so che è uno sport difficile. Fare un altro reality? Mi piacerebbe fare qualcosa nel quale il merito è fondamentale”.

Un momento complicato è stato ovviamente Parigi 2024 ma, di pari passo, anche ricco di emozioni:Prevale ovviamente la gioia. Venivamo da una squadra di fioretto che negli anni precedenti aveva fatto fatica. Noi abbiamo raggiunto grandi traguardi e dirci bravi. Forse ho più rammarico per la gara individuale, ma quella a squadre no. Cosa mi è mancato? Niente, anzi forse c’è stato troppo un po’ di tutto. Arrivavo da campione mondiale, numero 1 del mondo, non dico da favorito, ma quasi, e la pressione era elevata. Pressione che, tuttavia, mi sono dato io. Sentivo tutto amplificato, ero iperattivo, non ero il solito”.

In cosa si definisce cambiato Tommaso Marini da quel momento?Sono cresciuto, ho capito che è importante anche vivere al di fuori dello sport, ho più responsabilità, mi sono allontanato da casa ma, sotto sotto, sono sempre un ragazzino un po’ pazzo”.

Se dovesse scegliere di fare un altro sport invece:Mi piacerebbe fare una stagione di spada e vedere se riuscirei a fare i Mondiali. Altre cose no, forse solo il beach volley per giocare con gli amici”.

Ultima battuta sugli obiettivi immediati e futuri:Forse parlo dell’anno più difficile della mia carriera. Ora siamo in partenza per Hong Kong e non so davvero cosa aspettarmi. So cos’ho passato quest’anno e qualora non dovessi andare bene non potrei incolparmi. Los Angeles 2028? Cosa posso dire? Amo Hollywood…”.

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