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Tennisti, guadagni economici, minacce di scioperi e lamentele con gli Slam. Il Roland Garros tende una mano

Stefano Villa

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Jannik Sinner / Lapresse

Negli ultimi mesi i tennisti si sono lamentati più volti con gli organizzatori dei tornei del Grande Slam (Australian Open, Roland Garros, Wimbledon, US Open), protestando per la suddivisione dei proventi economici, da loro ritenuta non equa e non corrispondere all’importanza che i giocatori ricoprono per la buona riuscita di una manifestazione sportiva.

Il dialogo tra le parti si è intensificato e durante la kermesse disputata recentemente sui sacri prati londinesi si saranno arrivati a una possibile svolta. Gli organizzatori del Roland Garros avrebbero proposto a Larry Scott, il rappresentante dei giocatori, di voler condividere con i tennisti una quota dei ricavi dell’evento.

Secondo quanto riportato dalla quotata testata britannica The Guardian, alla volontà di condividere di profitti si affiancherebbe anche la disponibilità a contribuire alle pensioni e al benessere degli atleti. Si attendono le conferme su questo fronte, chiaramente l’ipotetico accordo deve ancora essere sottoscritto dalle parti.

La forza dei giocatori sembra essere dunque aumentata e ora ci si aspetta una risposta anche da parte degli organizzatori degli US Open, ultimo Slam della stagione che scatterà il prossimo 30 agosto sul cemento di Flushing Meadows. Occorre ricordare che alcuni giocatori coinvolti nel doppio misto, tra cui Jannik Sinner, starebbero valutando l’ipotesi di boicottare il torneo di specialità.

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