Ciclismo

Tadej Pogačar e il caldo estremo in corsa: “Se dipendesse da me, non correrei in alcune zone a luglio e agosto”

Andrea Addezio

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Tadej Pogacar / LaPresse

Il Tour de France, archiviato il giorno di riposo, riprende il suo cammino con la decima tappa, Aurillac-Le Lioran di 166,6 chilometri. In una frazione caratterizzata da sette GPM la domanda di fondo è se i big torneranno a essere protagonisti  o se ci sarà spazio per una fuga.

Uno dei temi più dibattuti in questo inizio di corsa è però quello del caldo estremo che spesso costringe i corridori ad idratarsi costantemente durante la corsa per prevenire problemi. Tadej Pogacar, come sempre, non si è sottratto e ha affrontato il problema proponendo anche una possibile soluzione.

Un tema di notevole importanza su cui discutere per poi intervenire: “È un grande tema, di cui bisogna discutere. Se avessi il potere di cambiare le cose, interverrei sul calendario. Non correrei a luglio e agosto in zone calde e cambierei tutto il calendario. Penso che sia una cosa su cui ragionare bene. Non è qualcosa che posso fare io, forse il prossimo passo è iniziare prima le tappe”.

Le possibili soluzioni: “Ieri si parlava di partire alle 10, ma non cambia granché. Alla fine, arrivi sempre con il caldo estremo. Ieri, per esempio, all’arrivo era più fresco rispetto alla partenza. Forse bisognerebbe partire alle 8, alle 9 o ancora prima. Chiaro che poi anche il corpo dovrà adattarsi, perché questo significherebbe svegliarsi la mattina alle 5…”. 

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