Ciclismo

Tadej Pogacar due spanne sopra Vingegaard. Il verdetto del Tourmalet: non ha più rivali credibili

Gianluca Bruno

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Il Tourmalet ha parlato, e il verdetto è tanto atteso quanto impietoso: Tadej Pogačar non ha più rivali credibili in questo Tour de France. Nella sesta tappa, la Pau-Gavarnie-Gèdre di 186 km, lo sloveno ha semplicemente demolito la concorrenza, tagliando il traguardo con 2’40” su un Jonas Vingegaard che pure ha corso per lunghi tratti ad altissimi livelli.

Il campione del mondo è scattato a tre chilometri dalla vetta del Tourmalet alla sua maniera, sfruttando prima il lavoro dei compagni di squadra e poi salutando di netto la compagnia dei rivali. Da lì in poi la corsa è stata un monologo: una trentina di secondi di margine su Vingegaard in vetta alla salita, poi una discesa devastante (107 km/h di punta) e infine l’ultima ascesa verso Gavarnie-Gèdre gestita con il margine di chi sa già di aver vinto la tappa e messo una seria ipoteca sul Tour.

Il Vingegaard che si è presentato a questo Tour non era un rivale qualunque. Arrivava fresco del trionfo al Giro d’Italia, chiuso con cinque vittorie di tappa. Lui stesso lo aveva detto senza mezzi termini nei giorni scorsi: di sentirsi più forte e più sereno rispetto al 2025, persino “più competitivo rispetto al 2023”, l’anno della sua ultima vittoria al Tour. Le sensazioni, insomma, c’erano tutte per pensare a un duello vero, non a un monologo.

È la conferma di una dinamica che va avanti da anni: anche nella sua versione migliore, quella capace di dominare un Giro d’Italia senza mai spingersi al limite, Vingegaard resta due gradini indietro. Pogačar, semplicemente, gioca un’altra partita.

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