Pallavolo
Semifinali tra giganti a Ningbo: Polonia-Slovenia e USA-Giappone valgono la finale di VNL
La Volley Nations League maschile 2026 assegnerà sabato 1° agosto i due posti per la finale di Ningbo, ma tra le quattro protagoniste non ci sarà l’Italia. Il cammino degli azzurri si è interrotto nei quarti contro gli Stati Uniti, capaci di imporsi nettamente per 3-0 con parziali di 25-22, 25-21 e 25-21. Una sconfitta maturata soprattutto sulla pressione esercitata dagli americani dai nove metri: la squadra di Karch Kiraly ha totalizzato 14 ace, impedendo a Simone Giannelli di sviluppare con continuità il gioco veloce e costringendo spesso l’attacco italiano a soluzioni prevedibili.
Gli Stati Uniti affronteranno alle 13.30 italiane il Giappone, mentre la prima semifinale, in programma alle 9.00, proporrà il confronto europeo tra Slovenia e Polonia. Due sfide già disputate nella fase preliminare e concluse entrambe al tie-break: la Slovenia superò i polacchi 19-17 nel quinto set, mentre il Giappone rimontò due volte gli USA prima di imporsi 15-13. Equilibri sottili, dunque, ma con caratteristiche tecniche profondamente differenti.
La Slovenia si presenta alla quarta semifinale della propria storia in VNL con l’obiettivo di conquistare finalmente la prima medaglia nella competizione. La squadra allenata da Fabio Soli ha costruito il proprio percorso sull’intensità difensiva e sulla capacità di rimanere lucida nei finali punto a punto, come confermano i due interminabili parziali vinti contro la Turchia per 35-33 e 39-37.
Il riferimento principale resta Rok Možič, attaccante capace di produrre 25 punti nel quarto di finale con 25 attacchi vincenti su 43 tentativi. Accanto a lui sta assumendo un peso crescente l’opposto Nik Mujanović, autore di 20 punti complessivi, tre muri e due ace. La distribuzione slovena tende inevitabilmente a concentrarsi sui due terminali di palla alta: contro la Turchia Možič e Mujanović hanno sostenuto insieme oltre metà del volume offensivo della squadra. Per la Slovenia sarà fondamentale ricevere con qualità per permettere a Gregor Ropret o Žiga Planinšič di coinvolgere maggiormente i centrali. Jan Kozamernik e Sašo Štalekar possono rappresentare una chiave per allargare il muro polacco e alleggerire il carico sulle bande. La formazione di Soli dovrà inoltre migliorare al servizio: i soli due ace ottenuti nei quarti potrebbero non bastare contro una Polonia dotata di grande fisicità e di numerose alternative in attacco.
La squadra di Nikola Grbić parte con qualcosa in più sul piano della profondità. Nel 3-1 sull’Ucraina è emerso soprattutto Bartłomiej Bołądź, autore di 24 punti, con 19 attacchi vincenti su 29 e ben cinque muri. L’opposto ha dato alla Polonia una presenza costante sia sopra la rete sia nella lettura del gioco avversario, consentendo al palleggiatore Marcin Komenda di non dipendere esclusivamente da Wilfredo León.
León rimane comunque il giocatore capace di modificare maggiormente gli equilibri, soprattutto al servizio e sulle palle difficili. Contro l’Ucraina ha chiuso con 16 punti e due ace, mentre Tomasz Fornal ha offerto un contributo più completo tra seconda linea, ricezione e attacco. Il dato più significativo dei polacchi è rappresentato dai 14 muri vincenti, il doppio di quelli avversari: una capacità di presidiare la rete che potrebbe risultare decisiva contro un gioco sloveno molto indirizzato verso Možič e Mujanović.
La Slovenia dovrà cercare di allontanare la Polonia da rete con il servizio, evitando che Komenda possa sfruttare il primo tempo e liberare León e Fornal contro il muro a uno. I campioni in carica, al contrario, proveranno a leggere in anticipo le traiettorie slovene e a trasformare la semifinale in una battaglia fisica. La maggiore disponibilità di cambi e soluzioni rende la Polonia leggermente favorita, ma la Slovenia ha già dimostrato nella fase preliminare di poterla trascinare in una partita lunga e nervosa.
La seconda semifinale proporrà il confronto tra l’unica squadra ancora imbattuta e quella che ha appena eliminato l’Italia. Il Giappone ha chiuso la fase preliminare con dodici successi in altrettante partite e nei quarti ha superato la Cina per 3-1, reagendo dopo aver perso il primo set. La formazione guidata da Laurent Tillie sviluppa una pallavolo rapidissima, fondata sulla qualità della difesa e sulla capacità di anticipare il muro avversario. Contro la Cina ha prodotto 61 punti in attacco, distribuendo bene le responsabilità. Ran Takahashi è stato il miglior realizzatore con 21 punti, ma sono arrivati 13 punti anche dall’opposto Yuji Nishida e dal centrale Larry Ik Evbadebo, particolarmente efficace con nove attacchi e cinque muri.
Proprio l’utilizzo dei centrali sarà uno degli aspetti centrali della semifinale. Gli USA hanno mostrato contro l’Italia un servizio devastante, ma a muro hanno raccolto soltanto tre punti diretti. Il Giappone dovrà quindi stabilizzare la ricezione e sfruttare immediatamente il cambio palla, evitando di offrire agli americani serie prolungate dai nove metri. In caso di palla staccata, la statura del muro statunitense potrebbe limitare le combinazioni veloci e obbligare Takahashi, Nishida e Kento Miyaura a cercare soluzioni contro un sistema difensivo più fisico.
Gli Stati Uniti arrivano alla semifinale con grande fiducia. Contro l’Italia hanno trovato il loro equilibrio nella diagonale composta da Micah Christenson e Gabriel Hanes, con l’opposto autore di 21 punti, sei ace e due muri. Matt Anderson, schierato in posto quattro, ha aggiunto 15 punti e ha garantito esperienza nei momenti decisivi, mentre Ethan Champlin ha completato il reparto con dieci punti. La principale arma americana sarà ancora la battuta. Hanes, Anderson e Christenson proveranno a togliere precisione al primo tocco giapponese, costringendo il palleggiatore a giocare lontano da rete. Il Giappone, però, dispone di una ricezione più abituata rispetto all’Italia a gestire servizi potenti e può rispondere variando ritmo, direzioni e altezze d’attacco.
Gli USA cercheranno una partita basata su servizio, muro e potenza, mentre il Giappone proverà a sottrarsi al confronto fisico attraverso velocità, copertura e continuità difensiva. Gli asiatici hanno vinto gli ultimi tre confronti diretti in VNL, compreso quello disputato poche settimane fa, ma la prova offerta dagli americani contro l’Italia ha mostrato una squadra in netta crescita. La semifinale potrebbe essere decisa dalla capacità del Giappone di contenere Hanes e, soprattutto, di evitare quelle rotazioni negative in ricezione che sono costate agli azzurri l’eliminazione.