Pallavolo
Semifinale da brividi: l’Italia ritrova un Brasile incompleto ma agguerrito nella sfida che vale la finale della VNL 2026
Il momento della verità è arrivato. L’Italia di Julio Velasco è a due partite da uno storico tris consecutivo in Volleyball Nations League, ma prima di pensare all’ennesima finale c’è da superare l’ostacolo più difficile. Sabato 25 luglio, all’East Asian Games Dome di Macao, le azzurre affronteranno il Brasile nella semifinale della VNL 2026, una sfida che negli ultimi anni è diventata una vera e propria classica del volley mondiale. È il confronto tra le due nazionali che più spesso si sono contese i trofei più prestigiosi: come nella finale della VNL 2025, come nell’ultima finale del Mondiale, Italia e Brasile tornano una di fronte all’altra con in palio un posto nell’atto conclusivo della competizione.
Le azzurre arrivano all’appuntamento nel migliore dei modi. Il netto 3-0 rifilato all’Olanda nei quarti di finale ha confermato la crescita costante della squadra di Velasco, apparsa finalmente al completo dopo una fase intercontinentale gestita anche con un ampio turnover. Contro le orange sono emersi tutti i punti di forza dell’Italia: il muro ha funzionato alla perfezione, il servizio ha messo costantemente sotto pressione la ricezione avversaria e l’attacco ha trovato continuità grazie a una Antropova devastante, autrice di 16 punti, ben supportata da Sylla, Danesi e Fahr. Una prestazione autoritaria che ha trasmesso la sensazione di una squadra in pieno controllo dei propri mezzi.
Il Brasile, però, rappresenta un test completamente diverso. La Seleção si è qualificata alle semifinali superando 3-1 il Giappone al termine di una gara molto intensa, risolta grazie alla superiore qualità fisica e offensiva delle sudamericane dopo aver ceduto il primo set ai vantaggi. La squadra di José Roberto Guimarães ha saputo aumentare progressivamente il livello del proprio gioco, imponendo il proprio ritmo soprattutto nei fondamentali d’attacco e a muro.
A impressionare è stata soprattutto Ana Cristina, autentica trascinatrice della formazione verdeoro. La schiacciatrice classe 2004 ha disputato probabilmente la miglior partita della sua stagione, mettendo a referto 30 punti con 25 attacchi vincenti, 3 muri e 2 ace, risultando imprendibile per la difesa giapponese. Accanto a lei ha brillato anche Julia Bergmann, autrice di 24 punti, protagonista di una prova estremamente completa sia in attacco sia in seconda linea. Decisivo anche il contributo di Rosamaria, capace di aggiungere altri 12 punti, mentre al centro Luzia e Diana hanno garantito solidità soprattutto nella fase di muro.
I numeri raccontano bene la superiorità brasiliana nel quarto di finale. La Seleção ha chiuso con 63 punti in attacco contro i 56 del Giappone, ma soprattutto ha dominato a muro con 15 punti diretti, quasi il doppio rispetto agli 8 delle asiatiche. Una prestazione costruita anche sulla pazienza e sulla capacità di limitare gli errori nei momenti decisivi, qualità che da sempre contraddistinguono le squadre allenate da Ze Roberto.
Rispetto all’organico immaginato a inizio stagione, il Brasile ha però dovuto fare i conti con due assenze pesantissime. Non sarà infatti della partita Gabi, capitana e leader tecnica della Seleção, costretta a fermarsi per infortunio, così come manca la centrale Julia Kudiess, altra pedina fondamentale nello scacchiere brasiliano. Due defezioni che avrebbero potuto ridimensionare le ambizioni verdeoro ma che, almeno finora, sono state assorbite grazie all’esplosione definitiva di Ana Cristina e all’eccellente rendimento di Bergmann, sempre più protagonista a livello internazionale.
In regia continua ad alternarsi la grande esperienza di Macris con le qualità di Roberta, mentre in posto due Ze Roberto dispone di un paio di soluzioni tra Rosamaria e Kisy. Al centro Diana e Luzia stanno garantendo un rendimento molto elevato sia in attacco sia a muro, mentre il reparto difensivo continua ad avere in Natinha uno dei migliori liberi del panorama mondiale.
Anche il cammino del Brasile nella fase preliminare racconta la forza di questa squadra. Le sudamericane avevano aperto la VNL con quattro vittorie consecutive davanti al pubblico di Brasilia, battendo nell’ordine Olanda, Repubblica Dominicana, Bulgaria e proprio l’Italia al tie-break, in una sfida spettacolare nella quale le azzurre, ancora prive di alcune delle loro stelle, erano riuscite a rimontare due set prima di arrendersi 15-12 al quinto. Successivamente erano arrivate le affermazioni contro Francia, Belgio e Cina, prima dell’unico ko della seconda settimana, il 3-2 subito dalla Germania.
Nell’ultima tappa di Osaka il rendimento è stato invece più altalenante. Dopo i successi contro Giappone e Polonia sono arrivate due sconfitte pesanti per 3-0 contro Thailandia e Stati Uniti, risultati che avevano sollevato qualche interrogativo sulla condizione della Seleção. Dubbi spazzati via nei quarti di finale, dove il Brasile ha ritrovato brillantezza proprio nel momento più importante della stagione.
Per l’Italia sarà fondamentale limitare il peso offensivo di Ana Cristina e Bergmann. Se le due bande brasiliane riusciranno a ricevere con continuità, Macris potrà distribuire il gioco con grande velocità, sfruttando anche le centrali. Al contrario, una pressione costante al servizio potrebbe togliere fluidità all’attacco verdeoro e favorire il sistema muro-difesa azzurro, uno dei migliori del torneo.
Molto passerà anche dal confronto tra gli opposti. Da una parte Antropova, protagonista di una stagione straordinaria e devastante contro l’Olanda, dall’altra Rosamaria, chiamata ad affiancare il lavoro delle schiacciatrici. Ma sarà soprattutto una sfida tra due sistemi di gioco profondamente diversi: la maggiore fisicità del Brasile contro l’organizzazione tattica, la qualità difensiva e la varietà offensiva dell’Italia.