Sci di fondo
Sci di fondo, i russi stanchi di aspettare. Arrivano ritiri di grido, Bolshunov pessimista sul ritorno
Mentre la Fis mena il can per l’aia, procrastinando la decisione sulla riammissione dei russi, alcuni atleti hanno deciso di averne avuto abbastanza. Perso un quadriennio olimpico e con la prospettiva di non rientrare prima del 2027-2028 (se tutto andrà bene), uomini navigati e blasonati hanno comunicato la propria scelta di appendere gli sci al chiodo. Si parla di nomi di peso quali Sergey Ustiugov e Gleb Retivykh.
Intendiamoci, la Fis deve correttamente garantire l’equità, stilando un protocollo per la riammissione dei russi che parta dal rispetto della normativa antidoping. Nessuna accusa, velata o gratuita, sia chiaro. Vale per tutti. Quando si rientra, dopo un periodo di assenza, bisogna essere inseriti nel bacino di chi può essere soggetto a controlli a sorpresa con 6 mesi d’anticipo rispetto al momento del proprio comeback.
Siamo a luglio, sei mesi significa già gennaio 2027. Proprio per questo, il fatto che la Fis non si stia dannando l’anima per velocizzare i tempi, lascia intendere come lo scenario più probabile sia quello di assistere a un inverno 2026-27 privo delle stelle russe in tanti sport della neve, a cominciare dallo sci di fondo. Peraltro, la posizione politica dei Paesi scandinavi resta intransigente. Quindi il ritorno è, ora come ora, tutto in salita.
Considerate queste fosche prospettive, un paio di fondisti di grido hanno detto “basta”. Non li vediamo dal 2022 e non li rivedremo mai più. Su tutti Ustiugov, classe 1992, vincitore di un oro mondiale individuale e di un Tour de Ski, nonché componente di quella staffetta russa che batté gli apparentemente imbattibili norvegesi ai Giochi olimpici di Pechino, proprio pochi giorni prima del bando attualmente ancora in essere.
Anche Retivykh ha salutato definitivamente. Nato nel 1991 e specialista delle sprint, si è messo al collo diverse medaglie iridate, compreso il bronzo individuale di Seefeld 2019 alle spalle dei mostri sacri Johannes Høsflot Klæbo e Federico Pellegrino.
In Russia c’è chi è convinto che questi nomi siano i primi della lista e altri ne possano seguire, soprattutto nel settore femminile. Per esempio, vi sono grosse perplessità riguardo il ritorno nell’arena internazionale di Yulia Stupak (classe 1995) e soprattutto della coetanea Natalya Nepryaeva (oggi coniugata Terentieva e mai scesa in pista con il cognome da sposata), vincitrice anche di una Coppa del Mondo.
Alexander Bolshunov, la nemesi di Klæbo, non molla. D’altronde è un classe 1996 e può ancora avere qualcosa da dire, fermo restando che difficilmente potremmo rivederlo ai livelli di un tempo. Tuttavia, è pessimista: “Le nazioni scandinave fanno di tutto per tenere i russi lontani dall’arena internazionale. Che senso ha? I norvegesi hanno già stabilito tutti i record possibili e immaginiabili. Primati imbattibili, al massimo eguagliabili. La verità è che alla Fis non interessa ciò che dice il Cio. E’ stupido, perchè le raccomandazioni sono chiare. Però la Fis fa ciò che vuole. Hanno procrastinato la decisione a settembre. Vedrete che a settembre la rimaneranno a gennaio e così via” ha dichiarato a KP Sports.
Inoltre, è un peccato che la carriera del rampante Alexander Terentev sia stata letteralmente compromessa. Anche nel suo caso, bisognerà vedere quali decisioni saranno prese, attendendo il rinculo di quelle della Fis, che saranno dirompenti in qualsiasi direzione vengano effettuate.