Scacchi

Scacchi: Arkady Dvorkovich, presidente FIDE, finisce sotto sanzioni e si fa da parte. Anand prende il ruolo ad interim

Federico Rossini

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Arkady Dvorkovich / FIDE / Michal Walusza

Basta una sera per agitare un ambiente, quello degli scacchi, che di sommovimenti tende a viverne in abbondanza almeno una volta all’anno. Stavolta, però, è ai diretti vertici che tutto si muove. Arkady Dvorkovich, che dal 2018 è presidente della FIDE e avrebbe corso per il proprio terzo mandato quadriennale proprio quest’anno, si è fatto da parte. O meglio: nelle sue parole, ha sospeso i propri poteri.

Motivo? Dvorkovich è finito tra le figure sanzionate nel 21° pacchetto di sanzioni UE, assieme ad altre quasi 50 persone. Nel testo si afferma che Dvorkovich ha sostenuto l’annessione della Crimea e definito le città ucraine occupate “nuovi territori” della Russia. Inoltre ha un ruolo nel Board of Trustees della federazione scacchistica russa, la quale ha organizzato numerosi eventi nei territori ucraini occupati dal 2022 a oggi. Va rimarcato che questa pratica era già stata denunciata nel 2024 e aveva portato la commissione etica della FIDE stessa a minacciare di sospensione la federazione russa stessa, con annessa reprimenda a Dvorkovich stesso. La questione è arrivata fino al TAS di Losanna: alla federazione russa è stato ordinato di cessare tutte le attività scacchistiche nei territori occupati, e alla FIDE di monitorare il tutto. Inoltre la federazione russa avrebbe dovuto subire una sospensione di tre anni se non si fosse adeguata. Tale federazione non ha mai risposto, il Consiglio FIDE ha operato la sospensione (che non ha effetto sui giocatori russi, che possono giocare sotto bandiera FIDE).

Dopo la decisione di includerlo nei sanzionati, Dvorkovich ha rilasciato tramite la FIDE un comunicato in cui, definendo le sanzioni “illegittime e ingiuste“, afferma comunque che “finché non ci sarà una formale decisione di tribunale o questa decisione sarà cancellata o modificata, queste sanzioni possono danneggiare il funzionamento stabile della FIDE. Pertanto ho deciso di sospendere volontariamente l’esercizio dei miei poteri e doveri come presidente FIDE con effetto immediato“. Non è una vera e propria lettera di dimissioni, ma potrebbe esserlo. Successivamente: “In accordo con la carta FIDE, le funzioni del Presidente sono assunte dal vicepresidente, il 15° Campione del Mondo, Viswanathan Anand“. E va detto che, probabilmente, una delle chiavi della rielezione di Dvorkovich nel 2022 è passata proprio attraverso l’inserimento dell’indiano. La decisione del cinquantaquattrenne moscovita è stata accettata e ratificata dal Consiglio FIDE.

Dvorkovich era diventato presidente FIDE nel 2018, al termine di sei anni nei quali aveva svolto il ruolo di vicepresidente della Russia (nei fatti si trovava nell’inner circle di Putin): aveva sconfitto il greco ed ex vicepresidente Georgios Makropoulos 103-78, ripetendosi nel 2022 con un divario di 157-16 sull’ucraino Andriy Baryshpolets. Al contempo aveva dichiarato che sarebbe stato di parola nel mantenere il limite dei due mandati presidenziali, limite che è però stato prontamente rimosso nel 2023, la ragione per cui ha tentato la rielezione nel 2026.

Restano dunque altri candidati per la presidenza. Un ticket importante è quello composto dall’uomo d’affari tedesco Jan Henric Buettner e dal Maestro Internazionale inglese Malcolm Pein. L’altro candidato noto è Wadim Rosenstein, anche lui uomo d’affari tedesco che negli scacchi ha investito non poco, il cui ticket è con Gordon Tang, importante e miliardario imprenditore cinese. Nell’ombra, però, c’è anche la possibilità di un ritorno in auge di Kirsan Ilyumzhinov, che oltre a presiedere la FIDE dal 1995 al 2018 (ma di fatto depotenziato dal 2015 dopo le sanzioni del dipartimento di giustizia USA a seguito del sostegno all’allora governo siriano) era noto sia per una serie di strane riforme interne al gioco che per le sue affermazioni secondo cui, nel 1997, avrebbe avuto un contatto diretto con gli alieni.

Dvorkovich avrebbe avuto tempo fino al 26 luglio per formalizzare la propria candidatura alla presidenza della FIDE per un terzo mandato. Potrebbe essere però l’originario vicepresidente scelto, Timur Turlov, moscovita di passaporto kazako che nel 2008 ha fondato la Freedom Finance, è finito sotto sanzioni (dell’Ucraina stavolta) anch’egli ed è dal 2023 presidente della federazione kazaka. Turlov, nel frattempo, ha rinunciato sia alla cittadinanza russa che a quella di St. Kitts e Nevis, che aveva nel frattempo acquisito.

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