Rugby
Quesada: “Orgoglioso del cuore dell’Italia, pagati i dettagli”
Gonzalo Quesada salva l’atteggiamento della sua Italia dopo la sconfitta per 47-17 contro gli All Blacks nella seconda giornata della Nations Championship, ma non nasconde le criticità emerse soprattutto nella ripresa. Il commissario tecnico azzurro promuove lo spirito mostrato dalla squadra nei primi quaranta minuti, sottolineando l’intensità della prestazione difensiva, ma individua nei dettagli tecnici e nell’avvio del secondo tempo le chiavi del pesante passivo. “Anche se con il Giappone la partita non è andata bene non aveva senso fare troppi cambiamenti, dovevamo trovare il ritmo partita. Oggi abbiamo avuto 41 minuti di palla in gioco e i ragazzi hanno fatto oltre 300 placcaggi, per quello siamo soddisfatti dello spirito del primo tempo. Sono davvero orgoglioso del cuore mostrato da questa squadra”.
L’allenatore argentino punta il dito soprattutto contro la gestione dei momenti decisivi del match. “Nei momenti chiave alcune cose non hanno funzionato, come il gioco al piede che non è stato particolarmente preciso. In un paio di occasioni hanno segnato punti partendo da un calcio di punizione con cui avremmo potuto trovare la touche. E nella stessa azione abbiamo tentato un secondo calcio per mandare la palla fuori, ma abbiamo finito per regalare loro un’ottima opportunità di contrattacco; sappiamo bene quanto siano pericolosi in quelle situazioni”. Decisivi, secondo Quesada, anche i primi minuti della ripresa: “Credo che nei primi 14-16 minuti del secondo tempo abbiano segnato tra i 16 e i 20 punti. Quell’avvio è stato disastroso. A essere del tutto onesti, credo che in questa fase fossimo un po’ disorganizzati”.
Quesada non risparmia critiche neppure alla direzione arbitrale del francese Luc Ramos, pur riconoscendo i meriti della Nuova Zelanda. “Penso che il punteggio sia in parte anche responsabilità della squadra arbitrale. Hanno commesso molti errori oggi; detto questo, gli All Blacks meritano assolutamente la vittoria, hanno disputato una partita straordinaria”. Il tecnico entra poi nel dettaglio degli episodi contestati: “Credo che un paio di mete non avrebbero dovuto essere convalidate. La nostra meta con Menoncello era valida e il cartellino rosso da 10 minuti a Niccolò Cannone mi è sembrato un po’ severo. E poi il giallo al loro numero 10. Ho protestato ad alta voce, ma mi fermo qui, anche se avrei altro da dire. È terribile. Non mi piace mai parlare dell’arbitro, ma quando vedo gli sforzi che fanno i miei giocatori voglio difenderli”.
Lo sguardo è già rivolto al prossimo impegno, con l’Italia chiamata a recuperare energie e uomini dopo una gara molto dispendiosa. “Dobbiamo lavorare sulla nostra condizione fisica e sul nostro gioco al piede. Possiamo migliorare molti dettagli che oggi non hanno funzionato e ci concentreremo su questo nella prossima settimana”. A preoccupare sono anche le condizioni di diversi giocatori: Malik Faissal e Marco Riccioni hanno riportato problemi alla spalla, Lorenzo Cannone un problema al piede destro e Tommaso Allan un colpo allo sterno. “Domani ci aspetta un altro lungo viaggio. Cercheremo di recuperare e speriamo di farlo anche perché penso che abbiamo molti infortuni”, ha concluso il ct azzurro.