Rugby

Rugby, Lamaro: “Ci è mancata continuità, basta poco e paghiamo tutto”

Duccio Fumero

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Odogwu / LaPresse

Si chiude con una pesante sconfitta il tour estivo dell’Italia nel Nations Championship. A Perth gli azzurri sono stati travolti dall’Australia per 57-10, un risultato che certifica le difficoltà emerse nel corso della partita e che lascia spazio a una profonda riflessione dopo una finestra internazionale conclusa senza vittorie. Nel dopogara il capitano Michele Lamaro ha analizzato con lucidità le cause del ko, indicando nella tenuta difensiva e nella fisicità gli aspetti che hanno fatto la differenza.

“Abbiamo avuto tanti problemi in difesa e in diverse zone del campo, impiegando troppo tempo per trovare delle soluzioni”, ha spiegato Lamaro. “Ogni volta che l’Australia entrava nei nostri 22 diventava difficilissimo difendere e, allo stesso tempo, non riuscivamo a uscire dalla pressione. Siamo stati carenti anche al contatto e, con tutto questo, la partita ci è scivolata di mano”. Per il capitano azzurro, il divario si è ampliato proprio nei momenti chiave, quando i Wallabies hanno saputo capitalizzare quasi ogni occasione creata.

Lamaro ha poi allargato l’analisi al percorso della Nazionale, sottolineando come il vero limite dell’Italia sia la mancanza di continuità ad alto livello. “Le uniche risposte le possiamo trovare dentro di noi. Non abbiamo ancora la capacità di giocare all’85-90% del nostro livello ed essere comunque competitivi. Basta abbassare leggermente i nostri standard, soprattutto dal punto di vista fisico, e partite come questa diventano complicatissime. Lo si è visto anche contro gli All Blacks: quando iniziamo a subire fisicamente, contenere squadre di questo livello diventa davvero difficile”. Il numero otto azzurro ha quindi riconosciuto che, dopo un Sei Nazioni positivo, il rischio di una finestra estiva difficile era concreto: “L’orgoglio ci permette sempre di reagire dopo i momenti negativi, ma il nostro problema è essere consistenti e costanti nelle prestazioni. Purtroppo non sempre riusciamo a imparare dal nostro passato”.

Sulla stessa linea anche Richard Hodges, assistente allenatore dell’Italia, che ha evidenziato la superiorità australiana nelle zone decisive del campo. “L’Australia si è confermata davvero efficace ogni volta che è entrata nei 22, come aveva già dimostrato contro altri avversari. Noi non siamo stati abbastanza precisi e abbiamo concesso troppo, pagando soprattutto l’impatto fisico nel primo tempo, quando abbiamo spesso perso metri al contatto. Abbiamo avuto una reazione all’inizio della ripresa, ma non è stata sufficiente per riaprire la partita”, ha concluso il tecnico azzurro.

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