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Rugby, il CT dell’Italia sospeso per due partite dopo le dichiarazioni sull’arbitraggio con la Nuova Zelanda

Roberto Santangelo

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Gonzalo Quesada / LaPresse

Il commissario tecnico della Nazionale italiana di rugby, Gonzalo Quesada, è stato sospeso per due partite a seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il match perso dagli azzurri in Nuova Zelanda lo scorso 11 luglio. La decisione rientra in una nuova procedura sanzionatoria entrata in vigore a luglio, ma la Federazione Italiana Rugby ha già annunciato che farà ricorso avverso la sanzione.

La decisione comunicata da World Rugby: “World Rugby implementa una nuova procedura sanzionatoria per abusi nei confronti degli arbitri. In conformità con le disposizioni della procedura sanzionatoria per abusi nei confronti degli arbitri, World Rugby conferma la sospensione automatica di due partite inflitta al commissario tecnico dell’Italia, Gonzalo Quesada, per commenti riguardanti l’arbitraggio.

Come concordato nel recente forum Shape of The Game e in vigore da luglio, World Rugby ha introdotto una nuova procedura sanzionatoria per abusi nei confronti degli arbitri, applicabile a tutte le partite internazionali di rugby che coinvolgono arbitri nominati da World Rugby. Questa procedura include il Campionato Mondiale Junior di Rugby, la World Rugby Global Series e Challenger, la World Rugby Nations Cup e il Nations Championship, il nuovo torneo d’élite di proprietà e gestito da Six Nations Rugby e SANZAAR.

La procedura sanzionatoria per abusi nei confronti degli arbitri mira a ridurre i commenti che spesso sono alla base dell’inaccettabile aumento di insulti e minacce nei confronti degli arbitri.

Nell’ambito di questa procedura, una commissione indipendente composta dal presidente della commissione giudiziaria indipendente e da due membri esperti valuta se la condotta o i commenti espressi dal personale della squadra includano, tra le altre cose, accuse di parzialità, pregiudizio, motivazioni improprie, influenze esterne o intento deliberato di influenzare l’esito di una partita e/o una condotta che, oggettivamente valutata, l’ufficiale sapeva o avrebbe dovuto sapere che avrebbe minato la fiducia del pubblico nei confronti degli ufficiali di gara.

La valutazione dei commenti tiene conto di una vasta gamma di fattori, tra cui la natura e la portata dei commenti, la tempistica, il ruolo di chi li ha espressi e qualsiasi circostanza aggravante, come ad esempio se la condotta abbia portato direttamente a un aumento degli insulti personali nei confronti di un ufficiale di gara. Gli esiti possono variare da “nessun ulteriore provvedimento” a una lettera di orientamento, un richiamo formale o una sanzione automatica ai sensi del quadro normativo.

La procedura si svolge in parallelo con le disposizioni esistenti in materia di cattiva condotta previste dal Regolamento 18 e riconosce il programma di protezione sui social media di World Rugby per ufficiali di gara e giocatori, che ha dimostrato, dal 2023, che una grande percentuale di abusi sui social media inizia con commenti inaccurati sulle prestazioni arbitrali da parte di chi ricopre posizioni di autorità. In conformità con le disposizioni della Procedura Sanzionaria per Abusi da parte degli Ufficiali di Gara, World Rugby conferma la sospensione automatica di due partite inflitta a Gonzalo Quesada (Allenatore della Nazionale Italiana), che include il divieto di svolgere qualsiasi attività il giorno della partita, compresa la presenza allo stadio, a seguito di commenti rilasciati in diretta televisiva e successivamente riportati dai media, dopo la partita del Nations Championship contro la Nuova Zelanda dell’11 luglio.

Ai sensi della procedura, Quesada ha il diritto di presentare ricorso contro la sanzione davanti a una commissione disciplinare plenaria“.

Ricorso che è stato già annunciato dalla FIR: “La Federazione Italiana Rugby ha preso atto della decisione di World Rugby di sospendere il Commissario Tecnico della Squadra Nazionale Maschile Gonzalo Quesada per due partite successivamente alle dichiarazioni rilasciate al termine di Nuova Zelanda v Italia, disputata sabato 11 luglio a Wellington. La Federazione Italiana Rugby ricorrerà in appello contro la decisione“.

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