Tennis

Roberto Bautista Agut dice “addio” al tennis dopo 12 titoli e una Coppa Davis

Alessandro Passanti

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Roberto Bautista Agut / LaPresse

Roberto Bautista Agut ha detto ufficialmente “addio” al tennis. Lo spagnolo, che non era presente a Wimbledon, chiude la sua avventura con 12 titoli Atp, una semifinale a Wimbledon nel 2019, una Coppa Davis con la Spagna e un best ranking giunto fino al numero 9.

Le sue parole: “La Copa del Rey de Tenis è il mio ultimo torneo da professionista. Mi faceva immensamente piacere che fosse in Spagna, e questo torneo emblematico era lo scenario perfetto per dire addio. Grato a tutti voi che siete stati con me durante questo viaggio, e al tennis per tutto quello che mi ha dato. Apprezzo moltissimo la costanza della mia carriera, l’aver pianificato il mio percorso senza guardare le classifiche e il godere delle posizioni privilegiate che ho raggiunto al loro interno. Quando ripenso a ciò che ho realizzato, ne apprezzo ancora di più la difficoltà. Sono nella top 100 da 16 anni e per dieci di questi anni sono stato praticamente sempre tra i primi 20, che è la cosa più difficile, perché ci sono sempre infortuni, periodi difficili e persino problemi personali. Essere riuscito a rimanere lì per così tanti anni è, credo, il più grande risultato della mia carriera, essere riuscito a essere tra i primi 20 o 25 al mondo per dieci anni”.

Bautista Agut prosegue nel suo commiato: “È il ciclo della vita. È giunto il momento, perché è così che mi sento. Arriva un momento in cui corpo e mente dicono basta. Bisogna saper ascoltare se stessi e allontanarsi dal circuito quando è il momento. Penso anche che fisicamente non sono più quello di una volta. Con le mie condizioni fisiche, non riesco a gestire quattro o cinque incontri a settimana. È ora di smettere. Il mio obiettivo era entrare nella top 100, poi nella top 50, in seguito nella top 20 e infine nella top 10. È stato un duro lavoro, ma sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi. Ho vinto un titolo sull’erba, poi sulla terra battuta, e volevo vincere anche sul cemento e al coperto. Queste erano le sfide che mi ero prefissato e che sono riuscito a superare”.

Ultima battuta per lo spagnolo: “Credo che siano state la ragione principale del miglioramento generale del circuito. Hanno portato il livello del tennis a un’altezza mai raggiunta prima. La prima volta che ho affrontato Rafa, Novak e Roger, ho pensato: “Wow! Vediamo come me la cavo contro di loro”. Le prime volte che li ho affrontati è stato uno shock per via della loro velocità, aggressività, livello tecnico, fisicità e forza. È stato impressionante”.

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