Los Angeles 2028
Puppo: “Sinner portabandiera a Los Angeles 2028? Non abbiamo mai avuto uno sportivo così, ma le date…”
Nell’ultimo appuntamento sul canale YouTube di OA Sport con TennisMania, condotto da Dario Puppo, il giornalista di Eurosport ha parlato del calendario del tennis alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, sovrapposto a Wimbledon, e delle conseguenze sul ruolo di portabandiera dell’Italia.
La sovrapposizione tra Wimbledon ed il torneo olimpico nel 2028: “Si sapevano, è vero, da tanto tempo le date dei tornei dei Giochi Olimpici estivi di Los Angeles. Io non me ne ero troppo occupato, però quello che si evince, e io voglio solo prendere questa opportunità per dire che c’è la colpa magari, o comunque il fatto che la cerimonia d’apertura sia in programma quando ci sono le semifinali maschili di Wimbledon, e quindi il giorno dopo le semifinali femminili: si fa sì che magari, vi faccio se volete l’elenco, otto giocatori siano nella condizione comunque di non poter accettare eventualmente la proposta, o anche di più di otto, di fare da portabandiera“.
Le possibili scelte di altre Nazioni: “Nelle ultime Olimpiadi, tornando un po’ indietro, le bandiere le danno ai tennisti. Eala, le dai la bandiera matematico, perché è in questo momento lo sportivo più famoso del suo Paese. Swiatek forse l’ha già fatto, non lo so, Gauff l’ha fatto a Parigi, Djokovic è lì che sta aspettando solo quello, Fonseca gliela dai? Non lo so, ma penso di sì“.
Sulle possibilità di Sinner di essere portabandiera dell’Italia: “Quando tu hai comunque un campione di quel livello non lo puoi sottovalutare, poi ognuno decide. Se si vogliono impuntare sul fatto che deve aver ottenuto un risultato alle Olimpiadi… A Los Angeles, se rimane perpetuo numero uno del mondo, a me viene da ridere quando dicono che ci sono stati campioni olimpici che hanno fatto tante cose. Io ho il massimo rispetto degli altri atleti, però io ragiono con una prospettiva diversa. Non abbiamo mai avuto uno sportivo così“.
La questione se la scelta possa ricadere su Sinner: “La domanda io non me la pongo invece, perché stavo pensando adesso che tra tutti gli incredibili atleti che potevano scegliere in Giappone, non per fare il portabandiera, ma accendere il braciere, hanno scelto Naomi Osaka. Quello che proprio io non capisco è che, in generale le persone non capiscono questa cosa che il tennis è uno sport a cui viene dedicato un canale per tutto il tempo in cui ci sono i vari tornei, come viene trattato il calcio, come viene trattato il basket, che chiaramente sono sport che hanno una loro storia molto più lunga“.
L’evoluzione del rapporto tra tennis ed Olimpiadi: “L’Italia ha avuto dei successi alle Olimpiadi tantissimo tempo fa, che però avevano un valore sicuramente importante. Sono sport diversi rispetto al tennis, però agli albori c’era il tennis e l’Olimpiade era in quegli anni considerata comunque un’espressione di questo sport importante. Poi, chiaramente è stato uno dei più connotati dal discorso professionistico, è normale che si sia perso un po’ di vista, perché c’era conflittualità tra le due cose, però io non me la pongo, perché per me i tennisti sono le star insieme a giocatori di basket, insieme a certi atleti pazzeschi delle Olimpiadi“.