Tennis
NEL GOTHA DEL TENNIS! Flavio Cobolli strapazza de Minaur e torna ai quarti di finale a Wimbledon!
Per la seconda volta consecutiva Flavio Cobolli è nei quarti di finale a Wimbledon. Per la settima volta consecutiva, in uno Slam, l’Italia porta, al maschile, almeno due uomini tra i migliori otto. Battuto in due ore e 34 minuti, per 7-5 7-6(4) 6-3, l’australiano Alex de Minaur in un match lottato per due set e capace di prendere una piega decisa nel terzo. Adesso per il classe 2002 in ogni caso una wild card e, sempre in ogni caso, un match che avrà dei significati importanti: Grigor Dimitrov, il bulgaro che vuole l’ultma occasione, o Arthur Fery, il padrone di casa delle grandissime sorprese.
La prima palla break arriva già nel terzo game e ce l’ha Cobolli, con de Minaur che però si apre bene il campo per annullarla. Anche lo stesso Flavio va sotto 0-30 sull’1-2, ma risale (anche con un contributo dell’australiano sul 15-30). Seguono diversi game tutto sommato abbastanza tranquilli, in cui Cobolli dimostra di poter tranquillamente reggere l’urto di un giocatore come de Minaur. E poi, sul 5-5, improvvisamente è proprio lui ad avere un passaggio a vuoto: tre palle break, tutte insieme, per l’italiano. L’aussie annulla tutte quante le chance, ma Cobolli se ne procura un’altra e, a furia di spingere di dritto, il 6-5 se lo va a prendere. Sul 15-15 il classe 2002 vince uno scambio di durezza estrema, da 39 colpi, che di fatto lo lancia verso la conquista del parziale d’apertura per 7-5 in 50′.
Non si abbassa il ritmo del capitolino nel secondo set, anzi: sull’1-1 30-30 gran passante di rovescio lungolinea a superare de Minaur proteso a rete e palla break, che però se ne va con lo stesso colpo incrociato. Il game si trasforma in una lotta furiosa, con altre tre chance che arrivano sulla racchetta di Cobolli. Ed è la quarta quella buona, con de Minaur che a furia di spingere manda lungo il rovescio: 2-1 per Flavio. Pronta la reazione del nativo di Sydney, che va sullo 0-40 e poi, appena Cobolli accorcia, prende sia la rete che il 2-2 alla terza palla break. Due chance di tornare avanti per l’italiano se ne vanno, poi, sul 3-2 de Minaur e 15 pari, servizio Cobolli, qualcuno si sente male in tribuna. I due giocatori si siedono nello stesso angolo, preferendo l’ombra allo starsene lontani. Alla ripresa i tre punti successivi li vince de Minaur, che va sul 4-2. Sembra tutto abbastanza facile per lui, e invece, sul 5-3, l’italiano gli porta via quattro punti consecutivi, rientrando nel parziale e portandolo fino al tie-break. Qui arriva un minibreak per parte nella prima metà, poi Flavio, superato da un lob dell’avversario, si riposiziona e tira un dritto non normale sulla riga che vale il 4-3. Per de Minaur è un duro colpo: sbaglia in grande lunghezza nel punto successivo, si espone alla risposta vincente di Cobolli ed in un lampo è 6-3. Un set point se ne va, il secondo, tra attacco e difesa, è tra i punti del torneo e lo vince Flavio: due set a zero.
Si riparte e subito de Minaur prende il break di vantaggio nel terzo set, in un set che si rivela davvero strano nell’andamento col passare dei minuti. Confermato il suo vantaggio, infatti, l’australiano lo perde nel quarto gioco, dopo esser stato peraltro sul 40-15. Per nessuno dei due è il miglior momento, o più semplicemente per entrambi è il momento di sfruttare qualsiasi cosa di negativo faccia l’altro: è così che si accende un momento un po’ confuso, nel quale i break consecutivi diventano tre. Poi Flavio tiene la battuta e, a seguire, di forza e d’imperio va a prendersi un ulteriore game in risposta. Cobolli va così a servire per il match, e lo fa egregiamente: basta una prima vincente sul 40-15 a riportarlo tra i migliori otto a Wimbledon.
All’atto pratico, quello che Cobolli fa è realizzare un po’ meglio tutto, nella fattispecie. 56%-50% di prime in campo, 76%-68% di punti vinti con la prima, 48%-43% con la seconda. A parità di vincenti, 24 per parte, ci sono 33 gratuiti contro 40. E soprattutto, per Cobolli, c’è la terza volta ai quarti di uno Slam, nonché un’assoluta conferma: siamo di fronte a un giocatore del livello più alto. E questo, in casa Italia, non può che far sorridere: si abbonda in un modo mai visto prima.