Rugby

Nations Championship, l’Italia regge un tempo, poi gli All Blacks dilagano

Duccio Fumero

Pubblicato

il

Italia inno / LaPresse

L’Italia illude per quaranta minuti, poi si arrende alla profondità e alla qualità degli All Blacks, che a Wellington si impongono 47-17. Gli azzurri partono con personalità, sorprendono i neozelandesi con una meta in avvio e restano pienamente in partita fino all’intervallo, chiuso sotto di appena quattro punti (14-10). Nella ripresa, però, la sfida cambia volto: il cartellino rosso a Niccolò Cannone spalanca la strada ai padroni di casa, che piazzano il parziale decisivo e archiviano la pratica, nonostante la generosa reazione finale della squadra di Gonzalo Quesada.

L’avvio è da sogno per l’Italia, che al 2′ colpisce alla prima vera occasione: Tommaso Menoncello trova il varco nella difesa neozelandese, finalizza una splendida azione corale rifinita da Malik Faissal e, con la trasformazione di Tommaso Allan, firma lo 0-7. La reazione degli All Blacks non si fa attendere e al 7′ Sam Darry schiaccia oltre la linea dopo una lunga pressione nei cinque metri, con Ruben Love che pareggia i conti dalla piazzola. Gli azzurri, però, non si scompongono: al 13′ resistono con una difesa aggressiva e ordinata, respingendo gli assalti dei padroni di casa prima di tornare a guadagnare campo. La solidità viene premiata al 17′, quando Allan è impeccabile dalla piazzola e riporta avanti l’Italia sul 10-7.

Con il passare dei minuti cresce la pressione della Nuova Zelanda, che al 25′ trova un primo importante break con Luke Jacobson capace di sfondare la linea difensiva azzurra. L’Italia continua a lottare, ma al 29′ gli All Blacks piazzano il sorpasso: Leroy Carter inventa una giocata straordinaria rompendo ancora la difesa, l’azione si sviluppa con grande rapidità fino all’assist decisivo per Will Jordan, che schiaccia la meta del 14-10 dopo la trasformazione di Ruben Love. Gli azzurri, però, non rinunciano ad attaccare e al 34′ tornano a mettere sotto pressione i padroni di casa con gli affondi della coppia di centri formata da Juan Ignacio Brex e Tommaso Menoncello, senza però riuscire a trovare il varco decisivo contro una difesa neozelandese attenta e ben organizzata.

La ripresa si apre con un’accelerazione devastante degli All Blacks, che al 41′ allungano grazie alla meta di Cam Roigard al termine di una rapida azione alla mano, trasformata da Ruben Love per il 21-10. L’Italia prova a resistere, ma al 47′ cede ancora a pochi metri dalla linea, con Ethan de Groot che trova la marcatura del 26-10. L’episodio che cambia definitivamente l’inerzia arriva al 50′: Niccolò Cannone viene espulso con cartellino rosso per un contatto alla testa su Roigard in una ruck. Con l’uomo in più la Nuova Zelanda dilaga immediatamente, trovando due mete in rapida successione con Will Jordan, che al 53′ firma la sua cinquantesima marcatura in maglia All Blacks, consolidando il primato di miglior metaman della storia neozelandese. Sotto 40-10 e in inferiorità numerica, gli azzurri hanno però il merito di reagire: una bella iniziativa di Tommaso Allan dà il via all’azione rifinita da Juan Ignacio Brex e conclusa da Leonardo Marin, con Paolo Garbisi che trasforma per il 40-17.

Nel finale il ritmo cala sensibilmente, con la Nuova Zelanda che gestisce il largo vantaggio e l’Italia che, pur in inferiorità numerica, continua a cercare spazi per rendere meno pesante il passivo. Al 70′ è Leonardo Marin a trovare un varco nella difesa neozelandese, riaccendendo per un momento le speranze azzurre, mentre due minuti più tardi è Tommaso Menoncello a rompere ancora la linea avversaria con una delle sue consuete accelerazioni. Gli All Blacks, però, controllano senza particolari affanni gli ultimi minuti, impedendo agli uomini di Gonzalo Quesada di concretizzare le occasioni create e accompagnando così la partita fino al fischio finale, quando la meta di Tupou Vaa’i fissa il punteggio sul 47-17.

Exit mobile version