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Musetti si prepara per il rientro in campo e intanto incorona Sinner: “Jannik è il nostro leader”

Alessandro Passanti

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Lorenzo Musetti / LaPresse

Il 2026 del tennis italiano prosegue in maniera scintillante. Jannik Sinner ha centrato il successo a Wimbledon (il bis dopo il trionfo del 2025) dopo aver inanellato la bellezza di 5 Masters 1000 consecutivi. Non solo, Flavio Cobolli ha raggiunto la finale al Roland Garros, Matteo Berrettini ha fatto vedere nuovamente sprazzi da “vero” Berrettini, Luciano Darderi ha brillato a Roma, senza dimenticare che la nostra nazionale ha messo in bacheca 3 Coppe Davis di fila. Rispetto a 10-20 anni fa siamo oltre il concetto di fantascienza, c’è poco da aggiungere.

Chi, invece, ha vissuto e sta vivendo mesi complicati è Lorenzo Musetti. Il tennista toscano, dopo due annate da protagonista assoluto, ha pagato il conto al proprio fisico e sta affrontando settimane difficili. La conferma arriva direttamente dalle sue parole rilasciate al Financial Times: “È stato un anno difficile, soprattutto in Australia, quando ero davvero al massimo della mia forma. La parte più dura, più del dolore, delle ore di fisioterapia e riabilitazione, delle visite da vari specialisti o del fatto di essere rimasto ai margini, è stata semplicemente accettare quello che stava accadendo” .

Come ben ricordiamo, il tennista classe 2002 si è dovuto ritirare per un problema alla gamba destra quando era in netto vantaggio su Novak Djokovic nei quarti di finale di Melbourne, quindi ha dovuto di nuovo alzare bandiera bianca per un infortunio occorso al Foro Italico. Una lesione al retto femorale della coscia sinistra che lo sto tenendo ancora ai box. Riuscirà a tornare in azione, come previsto, nell’ATP 500 di Washington che scatterà il 25 luglio prossimo? “La connessione mente-corpo è tutto. Nulla è più importante, per la salute generale, dell’essere psicologicamente e mentalmente forti. Devi avere la predisposizione a fare determinati sacrifici. Ma devi anche essere aperto, disponibile, pronto ad accogliere ciò che arriva. Cosa serve per tornare? Pazienza e anche resilienza: il coraggio di riprovarci”.

Lorenzo Musetti, poi, ha voluto tratteggiare il momento del tennis azzurro che, come detto, sta scrivendo pagine di storia vera e propria: “Jannik Sinner è il nostro leader: guida tutto il movimento tennistico italiano. Certo, Fabio Fognini ha aperto la strada diversi anni fa. Poi Matteo Berrettini ha spalancato le porte degli Slam. Hanno portato avanti il movimento per tutti noi, in termini di consapevolezza, di investimenti nel tennis e nei giocatori, ma anche per quanto riguarda le nostre ambizioni e i nostri sogni. Sono molto felice di far parte della band”.

Ultima battuta sul suo percorso e sul suo modo di giocare decisamente peculiare: “Giocare il rovescio a una mano, aver quel tipo di movimento del braccio, è qualcosa di talmente raro ormai da poter essere definito quasi una specie in via di estinzione. Sono cresciuto guardando Roger Federer, il mio idolo. Penso che sia il più grande di sempre, ma senza dubbio dal punto di vista estetico. Il tennis è diventato uno sport completamente diverso rispetto al passato. I ritmi sono molto più veloci: è tutto un colpire-colpire-colpire. Il mio stile? È un valore aggiunto, qualcosa che può mettere il mio avversario in difficoltà e costringerlo a giocare sulla difensiva” .

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