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MotoGP, il gioco delle parti fra Aprilia e Ducati. Tardozzi: “Loro sono avanti. Spero che i nostri ingegneri migliorino la moto”

Francesco Paone Casati

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Davide Tardozzi / Valerio Origo

La MotoGP è in ferie, almeno ufficialmente. Il prossimo appuntamento agonistico si disputerà in Gran Bretagna nel fine settimana del 7, 8 e 9 agosto. Nel frattempo, però, dietro le quinte non si resta oziosi, soprattutto in termini dialettici. Al riguardo, è interessante constatare come Aprilia e Ducati giochino a mettersi pressione a vicenda per bocca dei rispettivi team manager.

Nei giorni scorsi, Massimo Rivola aveva conferito a Marc Marquez il ruolo di “grande favorito” per la conquista del titolo, affermando però che la Casa di Noale non si da’ per vinta e che il Mondiale sarà verosimilmente deciso all’ultima gara. A stretto giro è arrivata l’ideale risposta del suo omologo ducatista, Davide Tardozzi, tramite un’intervista al sito della MotoGP.

“Le ultime gare sono andate molto bene, però penso che i nostri avversari siano ancora un passo davanti a noi. Aprilia ha dimostrato di avere quattro centauri fantastici ed è cresciuta in maniera incredibile. Spero che i nostri ingegneri portino qualcosa per migliorare la moto. Sarà la fiducia a fare la differenza d’ora in poi. Io la ripongo sia nei piloti che nel comparto tecnico di Ducati Corse. Sono sicuro che anche i piloti abbiano fiducia in Gigi (Dall’Igna, ndr). Marc e Pecco sono entrambi in lotta per il Mondiale, nella seconda metà di stagione può succedere ancora di tutto”.

Insomma, si gioca idealmente a tennis, ributtando continuamente all’avversario la pallina del ruolo di favorito. Un dritto di Rivola pone l’accento sul fatto che Ducati abbia il miglior pilota, un rovescio di Tardozzi risponde sottolineando come la RS-GP sia complessivamente più competitiva della Desmosedici. In realtà, hanno ragione entrambi. Cambia solo la prospettiva dalla quale si analizza la situazione.

Il gioco delle parti riflette l’incertissima situazione della classifica iridata, nella quale i primi cinque sono racchiusi in un fazzoletto di 24 punti e i primi otto sono raccolti in un arco di 65 lunghezze. È dunque comprensibile che entrambe le aziende cerchino a vicenda di scrollarsi di dosso il ruolo di favorita, gettandolo sull’altra. Una recita dialettica appunto, poiché ambedue gli attori sanno bene quali sono i rispettivi punti di forza e di debolezza.

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