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MotoGP, Davide Tardozzi: “Ducati e Aprilia si equivalgono, la differenza la fanno i piloti. Il Mondiale se lo giocano in sei”

Francesco Paone Casati

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Davide Tardozzi / La Presse

Il team manager della Ducati, Davide Tardozzi, può indubbiamente sorridere per la situazione della Casa di Borgo Panigale, capace di ribaltare i rapporti di forza durante il mese di giugno e di riprendersi il ruolo di favorita per vincere il Mondiale. Riguardo quanto avvenuto, il dirigente ducatista ha rilasciato un autentico “discorso sullo stato dell’unione” ai microfoni di Sky Sport, del quale vengono riportati i passaggi più significativi.

“Credo che Ducati sia sempre stata competitiva, ma a inizio stagione ci sono stati degli episodi sfortunati per noi, così come sono stati sfortunati per i nostri avversari nella seconda fase della stagione. Credo che le moto si equivalgano e secondo me si continuerà così fino alla fine dell’anno. Sarà un continuo su e giù tra Ducati e Aprilia. Su alcune piste loro saranno favoriti, come a Silverstone. In altre, saremo noi ad avere un vantaggio. In questo momento la differenza viene fatta dagli episodi e dai piloti”.

Un chiaro riferimento al fatto che Marquez rappresenti il valore aggiunto di Ducati? Tre vittorie nelle ultime quattro gare rappresentano un viatico molto incoraggiante in vista della seconda metà di campionato, soprattutto se è vero che non ha ancora recuperato al 100%. “Se Marquez ha detto di non essere al meglio, c’è da credergli. La situazione di Marc la conosciamo, è molto sincero e ci dice sempre esattamente tutto quello che succede. Aspettiamo Silverstone per capire se il braccio destro può migliorare. Poi ci sarà Aragon, una pista dove va particolarmente bene.

Però Ducati non è solo Marquez. Fabio Di Giannantonio ha fatto della costanza e della velocità una sua peculiarità. Occupava meritatamente la terza posizione in campionato. La scivolata del Sachsenring mi ha sorpreso e mi dispiace, perché senza questa caduta avrebbe potuto essere secondo in classifica generale. Proprio per questo anche gli episodi possono fare la differenza. Ribadisco che le moto si equivalgono e sono i piloti a fare la differenza. Però un plauso lo meritano anche gli ingegneri e il team guidato da Gigi [Dall’Igna, ndr]. Pur avendo 102 punti di distacco, siamo riusciti a tenere i piedi per terra, a lavorare bene e a migliorare la moto”.

Il Mondiale se lo giocano in sei. Marc, Diggia e i quattro Aprilia. Sì, anche Raul Fernandez. È un po’ più indietro, ma ha vinto due Sprint e ha dimostrato di avere un potenziale più alto di quello che dice la classifica. Da parte nostra, speriamo di poter dare qualcosa in più a Pecco per farlo crescere, permettendogli di metterlo sul podio più spesso e magari di vincere delle gare” ha concluso Tardozzi, guardando alla seconda metà di stagione.

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