GP Germania

MotoGP, Ai Ogura sarà il primo giapponese Campione del Mondo? ‘Sogno di una notte di mezza estate’ o scenario plausibile?

Francesco Paone Casati

Pubblicato

il

Ai Ogura / La Presse

Ai Ogura è uno degli uomini del momento in MotoGP. Anzi è l’uomo del momento, quello con l’articolo determinativo. È lui il soggetto più caldo di questo periodo. Non solo per aver conseguito la prima vittoria della carriera ad Assen, bensì anche per le novità legate al mercato piloti e, soprattutto, per quanto potrebbe rappresentare per la storia del Motociclismo.

Rebus sic stantibus, va considerato un legittimo pretendente al titolo mondiale 2026. La sua candidatura si è levata nel mese di giugno come il Sole del suo Paese. Difatti, nelle ultime quattro gare disputate, Ogura è il secondo pilota ad aver marcato più punti in assoluto. Tra Mugello, Balaton Park, Brno e Assen ne ha assommati 91. Solo un certo Marc Marquez ha raccolto un bottino (di poco) superiore, pari a 96.

Il nipponico è dunque stato (molto) più efficace dei due Cavalieri Neri, i centauri del team ufficiale Aprilia, fermatisi rispettivamente a 66 (Martin) e 44 (Bezzecchi). Si tratta di un campione statistico ridotto e nella MotoGP contemporanea, ossia quella degli anni ’20 del XXI secolo, tanti piloti sono stati in grado di tenere un rendimento di altissimo profilo per una determinata fase temporale, salvo poi rientrare nei ranghi sul lungo periodo. Però, talvolta, tali sequenze sono il prodromo di una vera e propria maturazione.

Nessuno può dire se il venticinquenne asiatico appartenga alla categoria delle meteore oppure degli astri nascenti. Questa valutazione potrà essere effettuata solo a seconda di come evolveranno gli eventi. Di certo c’è che, ora come ora, si è issato al quarto posto della classifica generale, sta tenendo un rendimento solido da inizio anno e che sa come si vince un Mondiale, essendosi fregiato del titolo di Moto2 del 2024.

Ovviamente, imporsi a livello cadetto è un conto, riuscirci nella classe regina è un altro paio di maniche. Nessuno indica Ogura come un favorito per l’Iride, le possibilità che sia lui a spuntarla in questa contesa sono ridotte. Però, “ridotte” sono significa “nulle”. Le chance sono poche, ma esistono e se davvero dovesse proseguire nel rendimento tenuto sinora, si aprirebbe uno scenario epocale.

Vale la pena di ricordare come nessun centauro giapponese abbia mai vinto il Mondiale della classe regina. Honda e Yamaha oggi sono in crisi, Suzuki non gareggia più. Però sappiamo bene cosa hanno rappresentato (e rappresentano tutt’ora) le aziende del Sol Levante per le corse motociclistiche. Le moto nipponiche sono state il Motomondiale stesso.

Di piloti altrettanto di successo, però, non se ne sono visti. ‘Ai giapponesi le moto piace costruirle, non pilotarle’ recitava un vecchio luogo comune. Per la verità, diversi centauri del Sol Levante si sono laureati Campioni nelle classi inferiori, sette per la precisione, a partire da Takazumi Katayama per arrivare appunto a Ogura. Però la top-class rimane proibita a chi proviene da  日本国. L’uomo su cui erano riposte grandissime speranze in tal senso era Daijiro Kato, il destino ha voluto diversamente.

Improvvisamente, in questo strano Motomondiale 2026, l’evoluzione degli eventi sta permettendo ad Ai Ogura di sognare. Già, forse è solo il sogno di una notte di mezza estate. Lo scopriremo con il passare dei mesi e delle settimane. Nel frattempo, il venticinquenne asiatico, Aprilia e il team Trackhouse si godono questo splendido scenario, nella speranza che dall’universo onirico si trasferisca in quello reale.

Exit mobile version