Tennis
Monaco condivide: “Per Sinner andare a Montreal sarebbe stato un rischio. Dà fastidio sui social perché è ricco”
Guido Monaco (commentatore tecnico di Eurosport) ha detto la sua, con la consueta chiarezza e sincerità, sui temi d’attualità del tennis nell’ultima puntata di TennisMania, in onda sul canale Youtube di OA Sport.
Si è partiti dalla rinuncia di Jannik Sinner (n.1 del mondo) al torneo di Montreal. Una scelta che non ha sorpreso Monaco: “Era lampante che Sinner non sarebbe andato in Canada. Non si poteva fare una scelta diversa: non c’è bisogno di essere il programmatore di Jannik per capirlo. Sarebbe stata una forzatura e un rischio che avrebbe riproposto uno schema pre-Parigi privo di senso, soprattutto dopo aver vinto Wimbledon“.
“Apro una parentesi. Una partita di tennis, e Jannik a Wimbledon ne ha giocate parecchie, soprattutto dopo quanto accaduto a Parigi, richiede uno sforzo mentale enorme. Va bene il giorno di riposo e tutto il resto, ma la spesa nervosa è importantissima. Sei sempre sotto pressione. La sua impresa, dopo quello che è successo a Parigi, aggiunge molta epica al suo percorso. Questo ragazzo, ogni anno, anche prima di diventare questo straordinario campione, ha sempre avuto qualche inciampo: il caso Clostebol e gli infortuni. Ogni due per tre la sua carriera è accompagnata da qualche ostacolo, e questo rende il suo percorso ancora più epico. Per altri, invece, questi episodi sono motivi per punzecchiarlo o per evidenziarne presunte debolezze. Poi, a fine carriera, quando faranno il film su di lui, come Nadal e Djokovic, ci saranno tanti spunti interessanti“, ha precisato.
Monaco ha poi sottolineato un altro aspetto interessante: “C’è un equivoco enorme. Si confonde il modo di essere di una persona con il giocatore. Questo ragazzo ha nel DNA una forza mentale straordinaria in campo, eppure viene raccontato come un personaggio algido. Se, vincendo queste partite, avesse litigato con l’arbitro o fatto capriole in campo, probabilmente sarebbe stato percepito diversamente. Invece vive tutto con una naturalezza incredibile, anche nel modo di esprimere le proprie emozioni. Questo porta qualcuno quasi a normalizzare le sue imprese, che invece sono eccezionali. L’eco di questa seconda affermazione a Wimbledon non è stata proporzionata alla portata dell’impresa. Il mio sforzo è quello di far capire la grandezza dell’atleta e la particolarità del personaggio“.
“Aveva tantissimi motivi per togliersi qualche sassolino dalle scarpe e non ha mai detto mezza parola contro nessuno. Ce ne rendiamo conto? Io me lo aspettavo che, dopo Wimbledon, gli chiedessero di andare a giocare a Montreal. Invece lui si è concesso un po’ di Sardegna e di San Candido. Fa passare tutto con una naturalezza che, in un mondo normale, dovrebbe essere ammirata. Ma non in questo mondo no, perché è ricco. È ricco, però, perché ha meritato quello che ha: mica ha rubato i soldi. I suoi guadagni non sono certo frutto di un procuratore che lo ha ‘pompato’ “, le sue sottolineature.
Seguendo questa scia, Monaco ha dichiarato: “Questo schema che inquadra lo sportivo ricco in una certa chiave esiste da tempo, soprattutto in Italia. Pensiamo a Valentino Rossi e ad Alberto Tomba. È chiaro che, con i social, nel caso di Sinner la situazione sia andata oltre. Purtroppo è tutto distorto e forse dovremmo disintossicarci. Era andato a fare la spesa? Va bene… Stiamo parlando di un fenomeno dello sport che è diventato tale anche grazie al trasferimento a Montecarlo, quando aveva 17 anni, insieme a Riccardo Piatti, perché il suo obiettivo era diventare l’atleta più forte possibile. Nel Principato sono tanti giocatori forti con cui allenarsi e strutture adeguate. Non è che ha detto: ‘Aspetta, andiamo a Montecarlo così non pago le tasse’. Magari questo lo avrà pensato il suo manager“.
Monaco ha ribadito: “Non si può discutere: questo è troppo forte in tutti gli aspetti del gioco. E poi ha questa capacità di vincere anche dopo inconvenienti di vario genere. Manca solo che rientri Alcaraz; per il resto va tutto bene. Non vedo il problema. Oggi, con le possibilità e le esperienze che ha maturato, vuole comunque rimanere una persona normale. È del tutto logico che volesse staccare: penso che gli atleti lo abbiano sempre fatto. Oggi, però, ogni volta che vanno in vacanza, scatta inevitabilmente una foto“.
Un’ultima battuta: “Sinner non ha bisogno di ostentare nulla sui social, a differenza di altri che mostrano continuamente le loro serate, quasi a voler esibire quello che fanno. Io, da manager, suggerirei un atteggiamento diverso e penso, ad esempio, al caso di Kostyuk. Anche Berrettini, nella sua versione da DJ, secondo me dovrebbe fare un po’ di attenzione se vuole evitare un certo tipo di narrazione. È una questione di opportunità: quell’immagine stona un po’. Non dico che non dovesse farlo Matteo, però un po’ di attenzione in più non guasterebbe. Sinner quella cosa lì non l’avrebbe mai fatta. Finché vuoi fare l’atleta in un certo modo, certe cose è meglio evitarle“.