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Michael Hollick, un eagle per la vittoria al BMW International Open. Renato Paratore chiude bene

Federico Rossini

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Renato Paratore / IPA Sport / Valerio Origo

Basta un eagle per cambiare il destino. Quello di Michael Hollick non solo è già di per sé eccezionale, ma, alla buca 18, rende il finale del BMW International Open tutta un’altra storia. Con una buca che verrà ricordata guardandosi indietro nel tempo in questo 2026, il sudafricano vince il vero e proprio derby creatosi in vetta con Hennie du Plessis e per la prima volta si prende un torneo sul DP World Tour, dopo una vita trascorsa per buona misura sul Sunshine Tour. Per lui, al di là del -18 complessivo, contano sia il -5 di giornata che, naturalmente, gli ultimi dieci minuti che hanno sconvolto tutto a Monaco di Baviera.

Per du Plessis, dunque, resta la beffa di un giro in -6 non coronato dal successo: è secondo a -17, ma quantomeno può dire di averci davvero messo ogni possibile impegno. Si rivede ai piani alti Bernd Wiesberger: l’austriaco, in passato tra i grandi nomi del tour europeo, gira in -1 per chiudere al terzo posto a -14 un torneo che avrebbe potuto anche vincere. Quarto il messicano Carlos Ortiz a -12 insieme al francese Oihan Guillamoundeguy.

A sorpresa, il migliore dei tedeschi non è un nome tra i più noti, ma Thomas Rosenmueller, sesto a -11 dopo un torneo di primissimo livello. Settimi il cinese Ashun Wu e il cileno Joaquin Niemann, entrambi a -10, mentre per il nono posto a -9 ce ne sono quattro: gli inglesi Joe Dean e Marco Penge, il francese Victor Perez e un altro redivivo, il thailandese Kiradech Aphibarnrat.

Buona conclusione di torneo per Renato Paratore, che sfiora la top ten ed è tredicesimo a -8, a conferma di possibili ritorni di fiamma del suo indubbio talento. Nuovo buon torneo per Stefano Mazzoli, che finisce al 23° posto a -2, mentre è 30° Filippo Celli a -5. Finiscono più indietro, invece, i due più quotati del momento, vale a dire Gregorio De Leo (61°, ma con un ultimo giro da -3) a +3, e Matteo Manassero (66° a +5: per lui giornata no).

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