Atletica
Mei lancia l’Italia verso gli Europei: “Puntiamo a vincere il medagliere”
L’Italia si presenta agli Europei di atletica di Birmingham con la spedizione più numerosa della propria storia. Per la rassegna continentale in programma dal 10 al 16 agosto, il direttore tecnico Antonio La Torre ha convocato 132 atleti, 70 uomini e 62 donne, superando il precedente primato dei 116 qualificati per gli Europei di Roma 2024. Una squadra ricca di campioni e medagliati, da Marcell Jacobs a Gianmarco Tamberi, passando per Nadia Battocletti, Leonardo Fabbri, Mattia Furlani e molti dei protagonisti del recente ciclo vincente dell’atletica azzurra.
Un gruppo ampio e ambizioso che, secondo il presidente della Fidal Stefano Mei, ha tutte le carte in regola per puntare in alto. “Puntiamo a vincere il medagliere consci del fatto che andremo nel paese dove lo sport moderno è nato e che ha una cultura sportiva incredibile, capace di partire già dalla scuola con gli impianti giusti“, ha dichiarato il numero uno federale all’ANSA commentando le scelte del direttore tecnico.
La consistenza della delegazione azzurra, la più numerosa di sempre, è destinata però a far discutere. Mei mette in conto le inevitabili osservazioni, ma rivendica con convinzione la filosofia che ha guidato le convocazioni: “Ci saranno anche le critiche di chi dirà che abbiamo portato troppe persone, ma siamo arrivati a un punto di strutturazione del risultato che ci consente di portare i campioni, ma anche tutta quell’ossatura di una nazionale che si impegna tutti i giorni. Molti di questi ragazzi, poi, è chiaro che non andranno a medaglia, ma portarli è un riconoscimento anche al lavoro delle società sul territorio“.
Sul piano dei risultati, il presidente della Fidal invita invece a mantenere aspettative realistiche. Ripetere o addirittura migliorare il bottino record delle 24 medaglie conquistate agli Europei casalinghi di Roma 2024, spiega, sarà un’impresa molto complicata. “Il risultato sarà buono, ma non quello di Roma, a meno di miracoli. Quando giochi in casa hai stimoli in più. L’anno non olimpico di riferimento è quello di Spalato, ma troveremo una sintesi tra le 12 vinte in Croazia e le 24 di Roma, per questo se ne dovessimo vincere 14, 15 o 16 non voglio sentir dire che sarà andata male“.
Infine, Mei ha rivolto lo sguardo anche oltre Birmingham, soffermandosi sulla candidatura di Roma ai Mondiali del 2029. “Sarebbe un sogno portare in porto la candidatura: noi entro il 4 agosto aspettiamo le garanzie economiche, so che il Governo sta lavorando su questo, ci è stato vicino e sta provando in tutti i modi a far quadrare i conti“.