Atletica

Mei lancia l’atletica italiana: “Mi colpiscono i giovani, nessuno ha la nostra compattezza”. E fissa l’obiettivo medaglie per gli Europei

Erik Nicolaysen

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Mei / Grana FIDAL

Stefano Mei si è presentato ai microfoni di Rai Sport per tracciare un bilancio al termine dei Campionati Italiani Assoluti di atletica 2026. Nel weekend sono arrivate diverse prestazioni di spessore allo stadio Ridolfi di Firenze, tra cui il primato nazionale di Andy Diaz nel triplo e altri riscontri di alto profilo che fanno ben sperare in vista degli Europei di Birmingham (10-16 agosto).

Mi sono avventurato una volta a fare una previsione, dicendo che a Parigi potenzialmente avremmo potuto vincere 8 medaglie. Lì abbiamo fatto 3 medaglie e 5 quarti posti, quindi evito di parlare…È chiaro comunque che non possiamo pensare di mettere come punto di riferimento Roma 2024 per ovvi motivi. Sappiamo cosa vuol dire gareggiare in casa“, dichiara il presidente della FIDAL accennando alle prospettive dell’Italia verso la rassegna continentale.

Credo che questa nazionale porterà molto metallo a casa. Sicuramente posso sbilanciarmi e dire che faremo meglio di Spalato 1990, che è il punto di riferimento essendosi disputato in un anno non olimpico. Roma invece è stata nell’anno olimpico, quindi in un momento particolare della stagione. Credo potremo ottenere un bottino importante, sopra le 12 medaglie, diciamo tra i 12 ed i 18 podi. Come per noi è capitato a Roma, per la Gran Bretagna sarà quasi obbligatorio fare un grandissimo Europeo. Credo che loro siano i favoriti in questo caso per il medagliere, però abbiamo come sempre una nazionale dai numeri importantissimi, più di 110 atleti. Avremo la grande possibilità di dimostrare di essere ancora tra i leader d’Europa, se non la nazionale di riferimento in Europa“, aggiunge Mei.

Sulla mancata squalifica a Marcell Jacobs per falsa partenza nella finale dei 100:È venuto fuori che lo starter è stato infastidito da un elemento esterno e ha aspettato un po’ di più, infatti non hanno dato né il rosso a Marcell né il giallo a tutti perché c’è stato un errore. Possono sbagliare anche gli arbitri, e credo sia stato molto onesto lo starter a riconoscere di aver fatto un errore“.

Sulla qualità del movimento azzurro anche in prospettiva futura:Stiamo dimostrando di essere lo sport guida della nazione. C’è una compattezza del Team Italia che non c’è in nessun altro sport, questo è sicuro. L’atletica ha 211 Paesi affiliati alla World Athletics, quindi non è proprio semplicissimo vincere in questo sport, ma noi ci riusciamo. Quello che mi colpisce ogni volta sono i giovani. Vedo sempre ad ogni gara tanti volti nuovi che hanno voglia di emergere. Doualla ha vissuto un attimo di sbandamento dopo tutte queste pressioni e ne è venuta fuori benissimo con il suo tecnico, con la sua società e con i familiari. Lasciamoli crescere questi ragazzi“.

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