Pallavolo
L’Italia vede la Cina: contro Cuba l’ultima sfida per la qualificazione per la Final Eight di VNL
Un’ultima partita per trasformare una lunga rincorsa nella certezza della qualificazione. L’Italia maschile affronta Cuba domenica 19 luglio alle ore 8.30 italiane all’Asue Arena di Osaka, nella quarta e conclusiva sfida dell’ultima settimana della fase intercontinentale della Volleyball Nations League 2026. La situazione è chiara: agli azzurri serve un’altra vittoria per avere la sicurezza matematica di chiudere tra le prime sette della classifica e volare alle Finals in programma in Cina.
La Nazionale di Ferdinando De Giorgi arriva all’appuntamento occupando il quinto posto con sette successi e 23 punti, alle spalle di Giappone, Stati Uniti, Polonia e Slovenia. Turchia e Ucraina completano momentaneamente il gruppo delle qualificate, mentre Bulgaria e Brasile continuano a inseguire. Considerando che la Cina prenderà parte alla fase finale in qualità di Paese organizzatore, l’Italia non può limitarsi a osservare i risultati delle rivali: battere Cuba consentirebbe di chiudere ogni discorso e di preparare le Finals senza dipendere dagli altri campi.
Il cammino compiuto a Osaka ha mostrato una squadra in costante crescita. La settimana era iniziata con il 3-2 subito contro il Giappone, al termine di una battaglia durata cinque set davanti a oltre diecimila spettatori. L’Italia aveva conquistato il primo e il quarto parziale, sfiorando la rimonta contro la capolista prima di arrendersi 15-12 nel tie-break. Una sconfitta accompagnata dal rammarico per alcune occasioni non sfruttate, ma anche da un punto prezioso e dalla consapevolezza di poter giocare alla pari con la formazione più continua della VNL.
La risposta degli azzurri è stata immediata e convincente. Meno di ventiquattro ore più tardi è arrivato il netto 3-0 contro il Belgio, costruito attraverso un gioco ordinato, sette muri vincenti e una notevole continuità nei momenti decisivi. Yuri Romanò e Pardo Mati, entrambi autori di 13 punti, hanno guidato una formazione capace di restare sempre al comando e di non concedere agli avversari alcuna reale possibilità di riaprire la partita.
Il bis è arrivato oggi contro l’Argentina, nuovamente sconfitta in tre set con il medesimo punteggio di 25-22. L’Italia ha saputo gestire una gara molto più equilibrata di quanto possa suggerire il risultato, mantenendo lucidità nei finali dei parziali e trovando ogni volta la soluzione giusta per spezzare l’equilibrio. Romanò ha chiuso da miglior realizzatore con 15 punti, seguito da Mattia Bottolo con 13, mentre Simone Giannelli ha contribuito con sette punti e con una distribuzione capace di coinvolgere tutti gli attaccanti. Due vittorie consecutive senza perdere set hanno restituito solidità e fiducia al gruppo, ma il lavoro non è ancora completato. De Giorgi ha sottolineato la necessità di dare continuità al processo di crescita, senza abbassare il livello di attenzione. Il tecnico dovrà anche valutare le condizioni fisiche dei giocatori, perché la sfida con Cuba arriverà a meno di venti ore dal termine della partita contro l’Argentina e rappresenterà il quarto impegno in cinque giorni.
La profondità dell’organico potrebbe quindi diventare ancora una volta un fattore. Contro l’Argentina il commissario tecnico ha confermato la diagonale composta da Giannelli e Romanò, con Daniele Lavia e Bottolo in banda, Mati e Giovanni Sanguinetti al centro e Fabio Balaso libero. Durante il terzo set è entrato Gianluca Galassi, mentre restano pronti a offrire il proprio contributo Alessandro Bovolenta, Luca Porro, Roberto Russo, Francesco Sani, Riccardo Sbertoli e Gabriele Laurenzano.
Cuba, però, è probabilmente l’avversaria peggiore da affrontare con la stanchezza accumulata. La formazione caraibica ha iniziato la VNL con otto partite senza vittorie, ma a Osaka ha completamente cambiato passo, conquistando tre successi consecutivi contro Belgio, Argentina e Canada. Dopo il 3-0 inflitto ai belgi, i cubani hanno superato 3-2 l’Argentina al termine di una sfida molto combattuta e hanno poi regolato il Canada in tre set, chiudendo l’ultimo parziale per 29-27. I risultati della Pool 9 raccontano dunque una squadra in piena fiducia, capace di esprimere una pallavolo estremamente fisica e aggressiva. Cuba occupa soltanto il quindicesimo posto con tre vittorie e dieci punti e non può più qualificarsi alle Finals, ma proprio l’assenza di pressioni potrebbe renderla ancora più insidiosa. La formazione di Jesus Angel Cruz Lopez ha poco da perdere e può giocare libera, cercando di chiudere la competizione con un risultato prestigioso contro una delle nazionali più forti del torneo.
Il potenziale offensivo cubano è di primissimo livello. In cabina di regia il titolare è Christian Thondike Mejías, venticinquenne da due stagioni all’İstanbul Gençlik Spor Kulübü, affiancato da Julio Alberto Gómez Gálvez, alzatore del Fenerbahçe. Il gioco caraibico punta soprattutto sull’altezza delle traiettorie, sulla potenza degli attaccanti e sulla capacità di trasformare ogni ricezione positiva in un’azione estremamente rapida e difficile da contenere. Nel ruolo di opposto il principale riferimento è José Massó, ventinovenne reduce dalle esperienze con gli Incheon Korean Air Jumbos e con l’Al Ahly. Massó garantisce fisicità, elevazione e grande potenza, mentre dalla panchina può entrare Alejandro González, giovane attaccante impegnato nel campionato rumeno con lo Zalău. L’Italia dovrà lavorare bene con il servizio per impedire a Thondike di affidarsi con continuità ai suoi terminali più pericolosi.
Ancora più impressionante è il reparto degli schiacciatori. Il capitano Miguel Ángel López, da tre stagioni protagonista con gli Osaka Bluteon, conosce perfettamente l’ambiente e dispone di mezzi atletici fuori dal comune. Al suo fianco agisce Marlon Yant, volto ben noto agli appassionati italiani dopo gli anni trascorsi a Civitanova e ora punto di forza dello Zenit San Pietroburgo. Yant può fare la differenza sia in attacco sia al servizio e rappresenterà uno dei riferimenti principali per il muro-difesa azzurro. Le alternative non mancano neppure in posto quattro. Julio César Cárdenas, già visto in Italia con Perugia e Padova, milita ora nei Toray Arrows Shizuoka, mentre Nivaldo Díaz Gómez porterà la propria esperienza alla Dinamo Bucarest dopo la stagione trascorsa al Benfica. Completa il reparto Lázaro Yudiel Arrechea, attualmente impegnato negli Emirati Arabi con l’Hatta Club Dubai.
Al centro della rete spicca una vera icona del volley mondiale: Robertlandy Simon. A trentanove anni il fuoriclasse cubano continua a rappresentare un punto di riferimento assoluto per qualità in primo tempo, capacità a muro e carisma. Dopo aver costruito una parte fondamentale della propria carriera a Piacenza, Simon si prepara a tornare in Italia per vestire la maglia di Milano, aggiungendo un nuovo capitolo al suo lunghissimo rapporto con la SuperLega. Accanto a Simon dovrebbe agire Alexis Wilson, ventitreenne destinato al Friedrichshafen dopo l’esperienza thailandese, mentre dalla panchina è pronto Thiago Suárez, da tre stagioni allo SCM Zalău. Il libero titolare è Román García, elemento di grande esperienza e punto di riferimento dell’Al Ahly, chiamato a sostenere una seconda linea che non sempre possiede la stessa continuità del poderoso reparto offensivo.
La chiave della partita sarà la capacità dell’Italia di resistere alle accelerazioni cubane. Cuba può costruire serie devastanti al servizio e in attacco, ma tende anche a concedere qualcosa in ricezione e nella gestione degli scambi prolungati. Gli azzurri dovranno mantenere ordine, pazienza e disciplina tattica, evitando di entrare in una sfida esclusivamente fisica e sfruttando invece la propria qualità nel gioco organizzato. Servirà una battuta incisiva per allontanare Thondike dalla rete, limitando soprattutto il coinvolgimento di Simon e Wilson. A muro sarà fondamentale leggere con attenzione le traiettorie di López e Yant, mentre in cambio palla l’Italia dovrà evitare passaggi a vuoto contro una formazione capace di trasformare rapidamente pochi punti consecutivi in un vantaggio importante.