Scherma
Le spadiste raggianti per il titolo iridato: “Un oro che ci mancava, è un pezzo di storia”
L’oro mondiale è il punto d’arrivo di un percorso costruito nel tempo, ma anche il desiderio di un gruppo che non aveva mai smesso di credere nelle proprie potenzialità. Le parole delle spadiste azzurre, dopo il trionfo ai Mondiali di scherma a Hong Kong, raccontano meglio di qualsiasi risultato il significato di una vittoria che completa una straordinaria collezione di successi: dopo l’oro olimpico, arriva anche il titolo iridato.
La prima a dare voce alla soddisfazione della squadra è Alberta Santuccio, protagonista anche dell’ultimo assalto che ha consegnato all’Italia il successo per 31-30 contro l’Estonia. Per la siciliana, il titolo mondiale rappresentava il tassello che ancora mancava nel percorso del quartetto azzurro. “Ci mancava questo titolo mondiale e ce lo siamo portato a casa. Sono fierissima di noi, è dall’inizio della giornata che abbiamo tirato benissimo. Ce lo siamo proprio meritato e adesso un po’ di vacanza“.
A sottolineare il valore storico dell’impresa è Rossella Fiamingo, una delle veterane del gruppo e già protagonista dell’oro olimpico. La spadista catanese guarda anche al recente passato, ricordando la delusione del quarto posto iridato della scorsa stagione, trasformata oggi nella spinta decisiva verso il gradino più alto del podio. “Un pezzo di storia questo risultato. L’abbiamo cercato con insistenza questo titolo, l’anno scorso quarto posto che ci bruciava. Sapevamo dopo le Olimpiadi che potevamo salire sul gradino più alto del podio ed è arrivato due anni dopo i Giochi. Sono super orgogliosa“.
Per Giulia Rizzi, invece, il successo a squadre rappresenta il coronamento di un Mondiale già ricco di soddisfazioni personali. La friulana spiega come i risultati ottenuti nelle prove individuali abbiano rappresentato un’importante iniezione di fiducia da mettere al servizio della squadra. “Quanto fatto a livello individuale, mi ha caricato moltissimo per dare il meglio in questa prova a squadre. Questo titolo è la ciliegina sulla torta e condividerlo con le mie compagne è una gioia immensa“.
Tra le protagoniste della cavalcata iridata c’è anche Gaia Caforio, all’esordio in un Mondiale assoluto e subito campionessa del mondo. La più giovane del quartetto evidenzia il valore del gruppo e la capacità delle azzurre di restare unite anche nei momenti più delicati della competizione. “Una gioia veramente, con le campionesse olimpiche. Non ci siamo mai arrese, stoccata per stoccata, abbiamo contato l’una con l’altra“.
L’Italia ha costruito il proprio trionfo attraverso una giornata impeccabile. Dopo il netto successo all’esordio contro l’Australia (40-14), le azzurre hanno superato la Svizzera negli ottavi (29-27), quindi hanno dominato Hong Kong nei quarti di finale (45-24). La semifinale contro la Corea del Sud è stata il vero spartiacque del torneo: sotto di cinque stoccate, il quartetto guidato dal commissario tecnico Dario Chiadò ha rimontato fino al 45-44, conquistando l’accesso all’ultimo atto, vinto poi contro la compagine estone.