Nuoto
La rinascita di Anna Pirovano: “Non mi divertivo più, oggi mi sembra di avere di nuovo 15 anni”
Una seconda vita sportiva, con camera su vista su Parigi. Anna Pirovano è stata ospite dell’ultima puntata di Swim Zone, trasmissione in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Sofia Altavilla, Alessia Polieri ed Enrico Spada, parlando proprio della sua recente rinascita dopo un periodo oltremodo tormentato e del prossimo impegno sportivo, ovvero i Campionati Europei che si svolgeranno in Francia dal 10 al 16 agosto.
La nuotatrice ha parlato innanzitutto dell’ottima prova offerta al Settecolli nei 400 misti, inc cui a segnato il tempo di 4’39″38: “Stavo bene in acqua prima del Sette Colli, stavo bene durante gli allenamenti così come nel warm-up. La gara è un’altra cosa. Non mi aspettavo di fare 4’39”, non sapevo nemmeno quale fosse la mia corsia. Effettivamente, dopo tutto il lavoro fatto, c’era un po’ da aspettarselo. Ad aprile, avendo vinto l’anno prima gli Assoluti, volevo vincere di nuovo; invece ho fatto tempi più alti e non ho sentito bene la gara. Non è stato facile, ho 26 anni, non sono piccola. Pensare di riuscire a qualificarsi e poi non qualificarsi non è semplice. Sto nuotando qui a Torino con Anita Castaldi, mi trovo bene con l’allenatore Antonio Satta, mi sento nel posto giusto. Negli ultimi anni invece non mi divertivo più. Ora mi sembra di essere tornata come quando avevo quindici anni. Questa credo sia stata la chiave per aver fatto questo salto di qualità”.
L’azzurra ha poi continuato: “Io ho avuto tanti periodi brutti, come tutti. Sono passati otto anni dalla mia prima esperienza europea. Il periodo migliore è stato dal 2016 al 2018. Nel 2016 ho fatto il record italiano junior nei 400 misti. Con il senno di poi non ti so dire se cancellerei quel tempo, forse sì. Non ero pronta ad avere quel carico di aspettative imposto da me stessa. Non avevo consapevolezza, mi aspettavo di poter fare sempre gli stessi step, ma non è così facile. Era tutto perfetto. Potevo buttarmi a fare qualsiasi cosa e mi veniva. Gli anni dopo è stato difficile capire che non era facile. Mi aspettavo di fare di più e questa cosa l’ho capita l’anno scorso: l’ambiente in cui stai e le persone che ti stanno vicino sono tutto. Con Anita ci aiutiamo a vicenda, questo fa tantissimo. Non avevo mai creduto in queste cose, non perché le persone con cui mi allenavo prima non fossero brave, ma perché non era il mio ambiente. Agli italiani in vasca corta l’anno scorso ho fatto 4’30” nei 400 misti, con quel tempo sarebbe stato podio agli Europei. Non è stato facile vedere gli Europei da casa, né tantomeno riprovarci di nuovo ad aprile. Mi hanno aiutato le persone che mi stanno più vicino, anche gli sguardi esterni che aiutano e fanno tanto pur non essendo tecnici. Le persone che hai di fianco sono fondamentali”.
La nostra portacolori ha poi messo nero su bianco le specialità dove vorrebbe migliorare: “Mi sono sempre allenata sul delfino e sulla rana, poi ci siamo buttati sui 200 farfalla in vasca corta: è l’anno in cui ho fatto 2’06” e l’Europeo in corta. In vasca lunga non è mai uscito un tempo buono come in corta, avevo un 2’10” alto. Nei 200 farfalla in vasca lunga non me la sono mai sentita a pieno. Facendo così bene i 200 farfalla e i 200 rana era stupido non provarci. Mi piacerebbe esprimermi meglio nei 200 misti, anche se non conta troppo essere veloce: ci sono due cambi di stile che nei 400 misti sono diversi. I 200 rana li ho sempre fatti da piccola, capitava sempre agli Assoluti dopo i 400 misti, quindi li ho sempre nuotati. A parte il dorso, che mai porterò da qualche parte, ho fatto anche i 200 stile libero, soprattutto in vasca corta”.
La componente mentale, in una gara, resta per Pirovano l’aspetto fondamentale: “La gara è fatta da una piccola componente fisica e da una grande componente mentale. Quando finisce il periodo brutto ti rendi conto di quanto sia stata male. Prima del Sette Colli ho pensato: qualsiasi cosa succeda, sono convinta che quando tocco la piastra ed esco ho dato il massimo. Sono contenta del posto in cui sono, credo che sia questo il motivo per cui il mio sorriso spicca. Sono contenta che si percepisca: secondo me è una grande motivazione per cui sono riuscita a fare queste cose”.
Per gli Europei, invece, è ancora tutto da definire: “Io credo che possa coprire più gare, ma non mi sono ancora state comunicate. Sicuramente i 400 misti, credo anche i 200 misti: ci sono anche Anita e Chiara Della Corte, credo che tre siano iscrivibili. Probabilmente anche i 200 rana. La frazione più forte è sempre stata la rana, lì ho sempre fatto quello step sia nei 200 sia nei 400 misti. Credo che ci debba essere solidità in tutti e quattro gli stili. Credo che questo 4’39” sia venuto fuori grazie al lavoro sul dorso: è lo stile peggiore che ho, però credo che lavorare sui punti deboli sia fondamentale quanto lavorare sui punti forti. Questo può farmi fare quello step in più che mi manca. Tutti si stanno avvicinando alla rana, io parto avvantaggiata perché l’ho sempre fatta. I 200 farfalla sono l’ultimo giorno agli Assoluti e arrivo sempre morta. In vasca corta li vorrò fare, anche se sono tutti e due molto presto. Il 2’06” nei 200 farfalla non era una gara particolarmente preparata. Non sapevo quale fosse il passaggio o la nuotata giusta. Oggi potrei togliere qualcosina e migliorare. In vasca lunga non lo so, magari se viene bene in corta posso essere spronata”.
Non è mancato poi un commento sulle prestazioni monstre del fenomeno canadese Summer McIntosh: “Sono cose che sono talmente lontane dalle persone normali, inimmaginabili. Mi piacerebbe avere la sensazione di essere così veloce in acqua, sono delle cose talmente lontane. A Roma ho visto un record del mondo dal vivo. Ho visto il 50 stile di Alex Walsh: non è una cosa che si può descrivere a parole. Sono degli esseri non umani. Sarò contenta se andrò forte a Parigi. So già che a settembre sarò comunque contenta. Io sono dell’idea che se fai parte di competizioni di questo genere, se trovi la situazione e la testa giusta possono uscire fuori anche delle cose che non ti aspetti. Sono tranquilla, voglio divertirmi, ho una consapevolezza diversa. Spero di potermi godere appieno tutto: dal riscaldamento alla gara”.