Atletica
Kelly Doualla ed i marciatori salvano il bilancio azzurro agli Europei U18. I giovani talenti comunque non mancano
Dai 7 ori e 15 podi di Banská Bystrica 2024 (con annesso dominio nel medagliere) ai 2 titoli con 8 medaglie a Rieti 2026. Eguagliare o migliorare l’edizione record di due anni fa era quasi impossibile, però era comunque lecito attendersi qualcosa in più a livello di prestazioni e risultati dalla spedizione azzurra che ha preso parte la scorsa settimana ai Campionati Europei Under 18 di atletica.
L’Italia ha chiuso la rassegna continentale di casa al settimo posto nel medagliere (2-4-2) vinto dalla Gran Bretagna con 8 ori ed in sesta piazza nella classifica a punti (che prende in considerazione tutti i piazzamenti tra i primi 8), trovando delle conferme incoraggianti dal settore della marcia (un primo, un secondo, un terzo ed un quarto posto con i quattro atleti schierati nei 5000 metri tra uomini e donne) e dalle due stelle di questa generazione.
Kelly Doualla ha tirato fuori la miglior prestazione dell’anno quando più contava, passeggiando nei primi turni e stampando un sensazionale 11.14 in finale che le ha consentito di vincere per dispersione i 100 metri, abbassando di sette centesimi il suo record europeo di categoria e diventando la seconda donna italiana di sempre nella distanza. Una prestazione fuori scala all’interno di un evento giovanile riservato agli allievi, che ribadisce il talento ed il potenziale in prospettiva della sedicenne lombarda.
L’altra donna copertina della Nazionale italiana a Rieti ha invece “bucato” la sua gara, con Alessia Succo che ha pasticciato nella finale dei 100 ostacoli dopo aver impressionato in batteria ed in semifinale dovendosi accontentare dell’argento nonostante la sua netta superiorità rispetto alla concorrenza. La piemontese classe 2009 ha comunque tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento dell’atletica italiana anche a livello assoluto nei prossimi anni. Da segnalare anche il primato italiano U18 della mezzofondista Yasmine Lazouzi, che ha sfiorato il podio nei 2000 siepi, mentre le restanti medaglie sono arrivate con le staffette svedesi, con l’interessante pesista Antony Del Pioluogo e con la rivelazione Alessandra Bighi, argento nel salto in alto (PB demolito con 1.82 a 15 anni).