Tennis
Jannik Sinner si racconta: “Abbiamo ottenuto grandi risultati, vorrei che la gente si ricordasse di me per la persona che sono”
La parentesi lontano dai campi non interrompe il lavoro, ma rappresenta soltanto una tappa di un percorso ben definito. Jannik Sinner, presente a Genova in qualità di Global Brand Ambassador di uno dei suoi sponsor per un evento a bordo di una nave da crociera, ha approfittato dell’occasione per fare il punto sul momento della sua stagione, alternando riflessioni sul tennis a considerazioni più personali. Le dichiarazioni rilasciate a Il Secolo XIX restituiscono l’immagine di un campione soddisfatto del cammino fin qui compiuto, ma già proiettato verso i prossimi obiettivi sul cemento nordamericano.
L’altoatesino ha innanzitutto tracciato un bilancio dei primi mesi del 2026, caratterizzati da risultati di altissimo livello e, soprattutto, dalla conferma sul palcoscenico più prestigioso del tennis mondiale. “Insieme al mio team stiamo già preparando questa seconda parte della stagione e il ritorno sul duro. I primi sette mesi sono volati via in un attimo e abbiamo ottenuto ottimi risultati. Siamo ovviamente molto felici di aver difeso il titolo a Wimbledon, un momento davvero speciale per tutti noi“, ha spiegato Sinner.
La gestione del calendario resta uno degli aspetti centrali della sua stagione e non è un caso che nelle ultime ore sia arrivata la notizia della rinuncia del n.1 del mondo al Masters1000 di Montreal, evento che insieme al torneo di Cincinnati precede gli US Open, grande obiettivo dell’azzurro.
Accanto agli aspetti agonistici, Sinner ha raccontato anche il rapporto con il mare, protagonista di questa esperienza ligure. Un contesto insolito per un atleta abituato a vivere prevalentemente tra aeroporti, campi di allenamento e tornei, ma che gli offre l’occasione di rallentare per qualche giorno.
“Il mare è bellissimo, in Italia siamo molto fortunati, abbiamo il mare, i laghi, le montagne e le isole… i paesaggi del nostro Paese sono molto diversi tra loro e incredibilmente ricchi. Il mare mi ha sempre trasmesso un senso di vacanza, di relax, di tranquillità e di bellezza. (…) A bordo di una nave sei immerso nel mare e circondato dalla natura“, ha raccontato il numero uno del mondo, sottolineando il legame con le bellezze naturali del Paese.
Un passaggio che si collega anche alla filosofia con cui affronta la carriera. L’ambizione di raggiungere l’eccellenza convive infatti con la capacità di apprezzare i momenti di normalità, lontano dalla pressione della competizione. “Cerchiamo sempre di dare il massimo e di ricercare l’eccellenza in tutto quello che facciamo. Si potrebbe dire che non ci fermiamo mai. Ma siamo anche italiani e sappiamo goderci le cose belle della vita: una bella cena, un viaggio in un posto nuovo, il tempo trascorso con le persone a cui vogliamo bene“, ha osservato.
L’intervista si è spostata poi su un piano più personale, con un riferimento alla famiglia e all’educazione ricevuta, elementi che il campione azzurro continua a indicare come fondamentali nella propria crescita umana prima ancora che sportiva.
“Mi considero molto fortunato ad avere i genitori che ho. Mi hanno sempre aiutato e sostenuto, senza mai mettermi pressione. Credo che sia importante lasciare ai bambini la libertà di scegliere lo sport che più gli piace. Prima di tutto devono divertirsi e apprezzare lo sport che praticano, senza sentire pressione“, ha dichiarato.
Infine, una riflessione sul lascito che vorrebbe lasciare oltre le vittorie e i trofei. “Cosa vorrei fosse la prima cosa che la gente ricorderà di me tra dieci anni? Ne ho solo 24, non è facile rispondere a questa domanda. Oltre ai risultati ottenuti in campo, mi piacerebbe che la gente si ricordasse di me per il tipo di persona che sono e per i valori che mi hanno trasmesso i miei genitori. Magari qualcuno si ricorderà anche perché si è divertito guardando le mie partite. Quando gioco in Italia, il pubblico mi dà sempre un grande supporto e spero di riuscire a trasmettere anche io gioia ed energia positiva“.