Tennis

Jannik Sinner: “Tento di controllare quello che posso. Il resto è risolvere il problema”

Federico Rossini

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Jannik Sinner / LaPresse

Jannik Sinner continua a non cedere più set, almeno per il momento. E la stessa sorte tocca anche a Shintaro Mochizuki, il giapponese dal gioco lontanissimo dai canoni abituali eppure incredibilmente efficace che dalle qualificazioni è riuscito a spingersi fino agli ottavi di finale. L’immagine che parla più di tutte è una: Centre Court in piedi ad apprezzare lo spettacolo serale, Sinner in piedi ad applaudire Mochizuki, il quale s’inchina di fronte agli accorsi.

Queste le prime parole di Jannik in conferenza stampa: “Match difficile. Non ci ho mai giocato contro. Grande torneo da parte sua, giocatore davvero di alto livello. Molto contento della performance di oggi“. Ma la prima domanda è relativa ai rischi dei match futuri: “Non lo so. Non c’è una regola. La cosa più importante è rimanere con una buona mentalità e la giusta attitudine sul campo. Chiaro, i turni diventano sempre più importanti, c’è più attenzione a ogni dettaglio. Tentiamo di preparare ogni match come fosse il più importante, poi vedremo. Tento di controllare quel che si può controllare, il resto è tentare di risolvere il problema“.

A proposito dello stile di gioco di Mochizuki, fondamentalmente unico nel circuito: “Una volta c’erano alcuni giocatori come lui. E’ impegnativo, specialmente su questa superficie. Ha battuto giocatori incredibili per arrivare fino a qui. Lo sapevo mentalmente, tentando di capire all’inizio del match come giocare. Ho avuto chance nel secondo set e non le ho potute usare. Nel terzo ser è stato come se entrambi avessimo iniziato a giocare meglio. Sono molto felice di come ho gestito le situazioni perché qui puoi davvero essere a serio rischio alle volte. Posso dirmi orgoglioso“.

Sull’ondata di caldo che arriverà nella prossima settimana su Londra: “Conosci meglio di me la programmazione. Non Non so quando mi faranno giocare, ma sono contento in qualsiasi caso. Mi sento ben preparato, abbiamo svolto una buona preparazione. Quel che è successo nel passato è successo. Ora vediamo se abbiamo trovato una soluzione. Se non l’avremo trovata, si lavorerà per la prossima. In qualsiasi caso, ai quarti di uno Slam, le sensazioni sono differenti. C’è molta più tensione. Allo stesso tempo sono contento di dove sono ora, poi vediamo come va“.

A proposito ancora del tipo di gioco e soprattutto di giocatore affrontato: “Lui è un giocatore che non avevo mai affrontato, perciò ho provato a essere aggressivo al massimo. Ho anche provato a venire a rete un po’ di più. Ieri, in allenamento, abbiamo provato a muoverci un po’ più avanti, vedendo come mi sentivo da quelle parti. Tutto sommato è stato importante capire come gioca all’inizio. Chiaramente ho tentato di imparare anche prima. Allo stesso tempo, quando giochi, è un’altra storia. Ho sentito che il suo rovescio è molto buono, ho tentato di muoverlo un po’ sul lato del dritto. Ha davvero tanto talento, e a rete si potevano vedere qualità molto buone. Ho iniziato il tie-break del secondo set un po’ meglio di lui, e penso sia stato un momento molto importante. Se vai un set pari, forse il match non lo finisci oggi. Quindi ho cercato di chiuderlo. Però sì, sensazioni migliori oggi in campo, che è la cosa più importante. Ora vediamo cosa verrà nel prossimo turno“.

A proposito del secondo set: “Penso che nei tie-break sia importante partire molto bene. Ha fatto un paio di errori, e quando vai 3-0 e servi è un po’ più semplice giocare. Però come set è stato aperto. Ho avuto le mie chance di break sul 4-3, non le ho sfruttate, poi è stato chiuso il tetto. Penso che abbiamo iniziato a giocare meglio col tetto chiuso, ma siamo rimasti molto vicini. Sentivo di servire bene in alcuni momenti, in particolare quelli importanti. Questo mi ha aiutato a essere un po’ più libero nei game di risposta, questa penso sia stata la chiave“.

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