Tennis
Jannik Sinner doma un atipico Mochizuki in un match non semplice e avanza ai quarti a Wimbledon
Jannik Sinner vince per 6-3 7-6(0) 6-3 sul giapponese Shintaro Mochizuki l’ultimo match maschile sul Centre Court e si prende, per la quinta volta consecutiva, i quarti di finale a Wimbledon. Il tutto con l’accompagnamento dell’ormai celebre coro “Olè olè olè olè, Sinner, Sinner” che qualche spettatore riesce a diffondere anche nel luogo più sacro del tennis. Ma tanti, tantissimi sono gli onori da rendere al nipponico, che gioca un tennis molto diverso dalla stragrande maggioranza dei suoi colleghi. Lo applaude con un chiaro sorriso sulla faccia il numero 1 del mondo, lui s’inchina di fronte al pubblico per una sera che certamente resterà nella memoria di chi l’ha vissuta. Prossimo ostacolo il tedesco Jan-Lennard Struff, primi quarti Slam a 36 anni.
I primi minuti confermano le intenzioni già dichiarate da Mochizuki nei giorni scorsi sul tentare di fare partita con Sinner. E, difatti, arriva una palla break subito, cancellata da Jannik con lo schema servizio-dritto. Sull’1-1 giungono tre chance di allungo per il numero 1, che sulla terza sfodera un rovescio lungolinea di spessore per il 2-1. Sebbene sia lodevole l’atteggiamento del giapponese, che quando può tentare qualche soluzione diversa dal solito lo fa, per Sinner contano le accelerazioni, quelle che tolgono spesso il tempo al suo avversario. Sul 5-3 arriva il set point a favore dell’altoatesino che continua a tenere lontano Mochizuki: gli basta un dritto dal centro per chiudere 6-3.
Il secondo set inizia nel segno della lotta, con il nipponico ancora perfettamente nella partita tanto da guadagnare una palla break, che Sinner nemmeno gli fa giocare. Poi, dopo alcuni game tutto sommato calmi, si arriva sul 4-3 quando Mochizuki è costretto a sudare le proverbiali sette camicie e forse anche di più, con difese della rete mirabolanti anche per salvare le palle break che si trova contro. Una volta raggiunto il 4-4, e con Sinner che più volte dichiara di non vedere bene, viene richiamato anche Mochizuki e ci si ferma una decina di minuti per chiudere il tetto. Si ricomincia, non ci sono reali problemi, si va al tie-break e lì Jannik diventa semplicemente irraggiungibile. 7-0, tutto senza neanche l’ombra di un patema.
Sull’onda, Sinner si prende anche il break di vantaggio nel terzo set già nel primo game, ma Mochizuki non è tipo da arrendersi. E infatti, sul 3-2, riesce a piazzare una gran serie di colpi che culmina con la risposta vincente dello 0-40. Jannik è a quel punto attentissimo al servizio, che sfrutta al massimo per annullare le tre chance, chiudendo poi il game con una bella volée bassa irraggiungibile per il nipponico. E, sul 4-2, arriva una chance per Sinner che sa di match point, solo che il giapponese gioca una delle sue belle volée all’incrocio delle righe. Il game va in lotta, e alla fine è Mochizuki a vincerlo pur con grande sforzo. Sul 5-3, però, la stessa cosa non gli riesce: Jannik colpisce davvero forte e usa il dritto per chiudere la pratica.
Nelle due ore e 24 minuti di match Sinner tira giù 15 ace contro i 4 di Mochizuki, che d’altro canto cerca la rete ogni volta che può (e infatti fa 33/40, pur se Sinner non va per niente male in tal senso: 22/29). 82%-74% di punti vinti con la prima (entrata a Jannik nel 71% dei casi, ed è un ottimo segnale), ma soprattutto ritorna la seconda con il 60% di punti vinti con essa. 44-33 il rapporto vincenti-errori gratuiti contro il 25-28 di Mochizuki.