Tennis
Jannik Sinner alza l’asticella e si qualifica per gli ottavi piegando in 3 set un tenace Brooksby
Jannik Sinner è agli ottavi di finale di Wimbledon per la quinta volta consecutiva. Battuto l’americano Jenson Brooksby con il punteggio di 6-4 6-3 6-4 nella cornice di un entusiasta Court 1, un anello ricco di passione. Il prossimo avversario, dopo queste due ore e 13 minuti, sarà il giapponese Shintaro Mochizuki, vittorioso sullo spagnolo Rafael Jodar a ulteriore conferma delle qualità del nipponico, già vincitore del torneo a livello junior sette anni fa, sull’erba.
Nei primi quattro game, ciò che accade è sostanzialmente l’equivalente del nulla, poiché Sinner al servizio di punti ne perde due, Brooksby neppure uno. Sul 2-2 è Jannik il primo a spingere e a farsi sentire, andando sul 15-30 e poi portando il game ai vantaggi, ma l’americano tiene anche con l’aiuto di un nastro fortunato su dropshot di dritto dopo il più lungo scambio del match. L’appuntamento con le palle break è solo rinviato al 3-3: sono tre, tutte assieme, guadagnate con un bel dritto. Basta la seconda, con il dritto largo di Brooksby che offre al numero 1 il 4-3. L’italiano si ritrova a dover risalire da 0-30, e lo fa con agio, poi non ci sono più problemi fino al 6-4 in 37 minuti.
Il secondo set vede subito Sinner guadagnarsi due palle break con tanta aggressività, ma arrivano un paio di dritti sbagliati dalla sua parte. Poi, sull’1-1, Jannik si ritrova 15-30, ma è Brooskby a servire particolarmente bene. L’americano è lì, e lo dimostra andandosi a sua volta a prendere un 15-40, solo che lì intervengono la prima e il dritto a salvare il numero 1. Non è però finita coi momenti sofferti, perché Brooskby inizia a leggere un po’ di più il servizio di Sinner, costretto a chiedere molto agli ace e alle prime per salvare anche sul 2-3 una palla break. Ed è poi l’azzurro a spingere in risposta. Di nuovo 3-3, di nuovo 0-40, Stavolta basta la prima chance: dritto lungolinea e poi smash a rimbalzo per il 4-3. Non solo: qualche incertezza di Brooksby viene punita da Sinner anche sul 5-3, e così arriva un secondo break a definire il 6-3.
Il terzo parziale, però, inizia male: sul 30-30 c’è doppio fallo di Jannik e, sulla successiva seconda, Brooksby si allunga per giocare la risposta vincente verso l’incrocio delle righe, cacciando un urlo non piccolo per lo 0-1 colto. Paura? Nessuna, perché Jannik non ci mette molto a riprendersi il maltolto: giusto lo spazio di qualche minuto. I game procedono abbastanza regolarmente fino al 4-3, quando Brooskby entra in un passaggio a vuoto, con tanto di due doppi falli oltre a errori abbastanza importanti, proprio nel momento peggiore. Di fatto, è quello che può definirsi autobreak: Sinner va a servire per il match, L’americano, però, si riprende e prova a scuotere il pubblico quando ottiene la palla del controbreak, che converte grazie a un punto veramente spettacolare chiuso verso la rete. Jannik reagisce da par suo, giocando molto aggressivo in risposta per avere due match point, poi un terzo (con annesso dito all’orecchio per eguagliare cose da lui viste di Brooksby), che è quello buono con il dritto dell’americano, in precedenza salvatosi proprio con quel colpo, che se ne va.
Sinner ha tantissimo quest’oggi da una prima che già funziona nell’entrare in campo (66%-65%) e, inoltre, è efficacissima: 87% di punti vinti con questa, 46/53. Stranamente basso il dato di punti vinti sulla seconda: il 37% (38% Brooksby) è una delle percentuali più basse in carriera ed è rarissimo vederla associata al nome di Jannik. Che, comunque, ha dalla sua anche il rapporto vincenti-errori gratuiti: 29-27 contro 19-21. C’è un piccolo primato per Sinner: nelle 20 occasioni in cui ha raggiunto il terzo turno non ha mai perso. Ed è il maggior numero in Era Open. Inoltre, è il più giovane ad aver raggiunto per cinque volte gli ottavi a Wimbledon per cinque anni di fila dai tempi di Pete Sampras (1992-1996: l’americano poi continuò ad arrivarci fino al 2001).