Ciclismo

Italia inesistente al Tour de France. Tiberi non pervenuto, ci si affida al gregario Piganzoli per un piazzamento

Stefano Villa

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Davide Piganzoli / Lapresse

La sesta tappa rappresentava il primo vero snodo del Tour de France 2026, visto che proponeva il sempre durissimo Tourmalet (una delle salite più iconiche del ciclismo mondiale) e la discesa molto tecnica sui Pirenei, per arrivare poi a Gavarnie-Gèdre con un finale su pendenze decisamente meno aspre. Tadej Pogacar ha sciorinato una lezione di ciclismo, infliggendo un distacco di due minuti e mezzo a Jonas Vingegaard e di tre minuti a Paul Seixas, Remco Evenepoel, Isaac Del Toro.

L’Italia ha assistito da lontanissimo e non riesce a essere protagonista in questa edizione della Grande Boucle. Antonio Tiberi si era presentato alla corsa a tappe più prestigiosa e importante al mondo per riscattare la passata stagione, ma l’alfiere della Bahrain-Victorious appare decisamente lontano dai vertici del grande ciclismo e oggi è stato sonoramente respinto, chiudendo la prova con un distacco di addirittura 19’36” da Pogacar, in 33ma posizione.

Davide Piganzoli sta lavorando alacremente per il capitano Vingegaard, oggi si è staccato a metà del Tourmalet ed è giunto al traguardo a 8’21” dall sloveno (21ma piazza). La classifica generale piange: si spera in un buon piazzamento di Piganzoli impegnato nel ruolo di gregario, al momento è 17mo a 10’46” e potrebbe provare a battagliare per una top-15 (una top-10 appare complessa); Tiberi occupa il 32mo posto a 27’03” e l’obiettivo più plausibile non va oltre la top-30.

Filippo Ganna cercherà di vincere la cronometro individuale (ma attenzione a Evenepoel), poi si proverà a entrare in qualche fuga, ma lo scenario è tutt’altro che roseo.

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