Tennis
Holger Rune, quando torna? Le ultime sul recupero dopo l’infortunio e gli obiettivi per il rientro
Dopo mesi di attesa e continui rinvii, il momento del ritorno di Holger Rune sembra finalmente avvicinarsi. Il danese, fermo dallo scorso ottobre per la grave lesione al tendine d’Achille che ha richiesto un intervento chirurgico, è ormai nella fase conclusiva del lungo percorso di recupero. Una riabilitazione particolarmente delicata, durante la quale il suo entourage ha preferito modificare più volte la tabella di marcia pur di non compromettere il pieno recupero di uno degli snodi più complessi per un tennista.
L’idea iniziale era quella di rivederlo durante la stagione sulla terra rossa, ma il programma è stato progressivamente rivisto. Nessuna accelerazione, nessuna forzatura: l’obiettivo è stato sempre quello di consentire a Rune di tornare soltanto quando le condizioni fisiche fossero realmente compatibili con il ritmo imposto dal circuito ATP. Ad oggi, il Masters 1000 di Montreal rappresenta l’ipotesi più concreta per il rientro, con Cincinnati come alternativa qualora fosse necessario qualche giorno supplementare di preparazione.
A confermare gli importanti passi avanti è stata la madre Aneke Rune, da sempre figura di riferimento nella gestione della carriera del figlio. Il danese ha ormai lasciato alle spalle il lavoro esclusivamente riabilitativo ed è tornato ad allenarsi con intensità elevata. Le sedute comprendono scambi completi, spostamenti in tutte le direzioni e situazioni di gioco sempre più vicine a quelle che ritroverà in partita. Segnali incoraggianti, che testimoniano come l’ultima fase del recupero sia ormai entrata nel vivo.
Questo, però, non significa che il percorso possa considerarsi concluso. Un infortunio del genere continua infatti a richiedere estrema cautela anche dopo il ritorno alle competizioni. Ritrovare esplosività negli appoggi, fiducia nei cambi di direzione e continuità fisica richiede settimane, se non mesi, di partite. Il semplice rientro nel circuito non coinciderà automaticamente con il ritorno al miglior Rune, motivo per cui il suo team continuerà a gestire con attenzione carichi di lavoro e calendario.
In questa fase la priorità non sarà la ricerca immediata dei risultati, ma il recupero delle sensazioni agonistiche. Ogni torneo servirà soprattutto a verificare la risposta del fisico, ritrovare ritmo partita e ricostruire quella continuità che inevitabilmente si perde dopo un’assenza così prolungata. Anche la classifica, oggi scivolata fino all’81° posto mondiale, passa inevitabilmente in secondo piano rispetto alla necessità di accumulare minuti in campo senza ricadute.
Ad accompagnare il rientro ci sarà anche un’importante novità dal punto di vista tecnico. Dopo aver chiuso la lunga collaborazione con Babolat, Rune ha deciso di iniziare una nuova esperienza con Wilson, scegliendo di utilizzare la Defyer. Una decisione che comporterà inevitabilmente un ulteriore periodo di adattamento, considerando quanto il cambio di racchetta possa incidere su sensibilità, timing e automatismi, soprattutto dopo uno stop di quasi un anno. Lo stesso Rune ha spiegato di essersi trovato subito a proprio agio con il nuovo attrezzo e di aver apprezzato il sostegno ricevuto dall’azienda durante tutta la fase della riabilitazione.
Le ambizioni del ventiduenne, tuttavia, guardano ben oltre l’immediato. La parte finale della stagione dovrà essere interpretata come un percorso di ricostruzione, tra il cemento nordamericano, gli appuntamenti asiatici e la parentesi indoor europea. L’obiettivo non sarà inseguire risultati a tutti i costi, bensì recuperare progressivamente competitività per presentarsi al via del 2027 nelle condizioni ideali per tornare a frequentare stabilmente l’élite del tennis mondiale.