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Golf: onda sudafricana al BMW International Open. Mazzoli migliore degli italiani

Federico Rossini

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Stefano Mazzoli / Federazione Italiana Golf

Di fatto, è un’autentica onda sudafricana quella che avvolge il primo giro del BMW International Open, che continua a tenersi nella tradizionale sede del Golfclub München Eichenried di Monaco di Baviera. Innanzitutto la vetta, condivisa da Jayden Schaper e Hennie du Plessis, che girano bogey free nelle prime 18 buche (otto birdie per l’uno, sei birdie e un eagle per l’altro) e si portano al comando con lo score complessivo di -8.

A inseguirli, in un podio per ora tutto sudafricano, è JC Ritchie, distante un unico colpo e bravo a tirar fuori il -7 (che sarebbe stato -8 senza un bogey alla buca 16). Con lui l’australiano Anthony Quayle, che proprio all’ultima buca aggancia Ritchie. Decisamente ampio, invece, il novero dei quinti a -6. Anche qui c’è un sudafricano, Michael Hollick, ma è accompagnato da quattro inglesi, Ross Fisher, Paul Waring, Joe Dean e Dan Bradbury, nonché dallo scozzese Daniel Young e dall’americano Davis Bryant.

Classifica per buona misura molto corta, questa, il che sorride in buona misura anche agli italiani. Il primo di essi è Stefano Mazzoli, che occupa il 22° posto a -4 in un gruppo molto numeroso e che comprende anche il cileno Joaquin Niemann. Buoni i segnali lanciati anche da Filippo Celli e Gregorio De Leo, entrambi al 39° posto a -3 (un gruppo, questo, estremamente affollato con quasi 30 golfisti all’interno).

67° posto a -2 per Guido Migliozzi, Matteo Manassero e Renato Paratore (e qui servirà per loro particolare attenzione, perché se questo resterà l’andamento domani la zona taglio rischia di alzarsi non di poco). Situazione generale che, in sostanza, sorride agli italiani. E un po’ meno a Sergio Garcia: lo spagnolo ex eroe di Ryder Cup è 94° a -1, mentre per Martin Kaymer, che ormai gareggia più da padrone di casa che per effettivi obiettivi, c’è la posizione numero 108 pari con il par assieme all’americano Patrick Reed.

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