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Flavio Cobolli show: la spiegazione del problema fisico e l’esultanza copiata da un calciatore dei Mondiali

Stefano Villa

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Flavio Cobolli / Lapresse

Flavio Cobolli ha sconfitto il russo Karen Khachanov al termine di una maratona e si è così qualificato agli ottavi di finale di Wimbledon, il terzo Slam della stagione in corso di svolgimento sui sacri prati londinesi. Il tennista italiano ha rimediato un bagel nel primo set e poi è stato sfortunatissimo con il nastro nel tie-break del terzo parziale, ma si è poi reso protagonista di una bella rimonta e ha vinto con il punteggio di 0-6, 7-6(4), 6-7(5), 6-2, 6-2.

Flavio Cobolli ha spiegato il motivo della sua speciale esultanza al termine dell’incontro:Era una scommessa fatta con il mio coach. Stiamo guardando i Mondiali di calcio ed è il modo con cui esultano i brasiliani, mi è piaciuto molto. L’altra volta mi ero dimenticato di farla, questa volta ci sono riuscito“. Nello specifico si riferisce a Matheus Cunha, che durante la rassegna iridata è solito mettersi a pancia a terra e mimare una surfata per festeggiare i suoi gol.

L’azzurro ha poi lanciato un messaggio a Filippo Volandri, il capitano della Nazionale Italiana in Coppa Davis, il massimo trofeo per squadre alzato al cielo nelle ultime tre edizioni: “Caro Filippo, sembrava di essere in Davis. Quando c’è la Davis io rispondo sempre. Per me è un sogno arrivare agli ottavi per la seconda volta. Ho dato tutto in campo, sono completamente morto. ora c’è tempo di recuperare, farò una bella cena con il mio team e sarà modo di celebrare questa fantastica vittoria“.

Il numero 10 del mondo si è soffermato sui problemi accusati nel primo set:Sentivo qualcosa allo stomaco, il dottore mi ha dato una mano e quando sono rientrato in campo finalmente stavo bene. Sono stanco e farò in modo di essere pronto per la prossima partita“. Ora se la dovrà vedere con l’australiano Alex de Minaur, per meritarsi il quarto di finale da disputare contro chi avrà la meglio nello spicchio di tabellone che prevede Berrettini-Dimitrov e Bergs-Fery.

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