Formula 1

F1, Kimi Antonelli e Mercedes in vacanza da leader. Ferrari deve trovare continuità

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / LaPresse

La Formula 1 va in pausa estiva. Il Mondiale tornerà in pista dal 21 al 23 agosto a Zandvoort, nei Paesi Bassi, dopo una prima parte di stagione che, giunta all’undicesimo appuntamento, ha delineato gerarchie piuttosto nette. Al vertice c’è la coppia formata da Kimi Antonelli e Mercedes, autentico punto di riferimento del campionato.

Il giovane talento bolognese, al volante della W17, si è imposto come il pilota più costante della stagione. Sei vittorie — conquistate a Shanghai, Suzuka, Miami, Montreal, Monaco e Spa-Francorchamps — testimoniano una superiorità costruita non solo sulla velocità, ma soprattutto sulla continuità di rendimento. Il primato in classifica è la naturale conseguenza di quanto mostrato in pista, con Antonelli capace di limitare gli errori e di massimizzare ogni occasione.

Mercedes, dal canto suo, ha confermato la competitività del progetto anche grazie ai due successi ottenuti da George Russell. Tuttavia, il britannico non è riuscito a mantenere lo stesso livello di continuità del compagno di squadra, alternando prestazioni convincenti ad altre meno incisive, elemento che gli è costato terreno nella lotta iridata.

Davanti a Russell, nella graduatoria mondiale, si trova infatti Lewis Hamilton. Il sette volte campione del mondo ha trovato nella sua seconda stagione in Ferrari segnali incoraggianti, conquistando il successo di Barcellona e mettendo insieme una serie di risultati utili che gli hanno consentito di restare nelle posizioni di vertice. Il ritardo di 50 punti da Antonelli rappresenta un margine importante, ma non ancora insormontabile. Per alimentare concrete ambizioni iridate, però, la Rossa dovrà compiere un ulteriore salto di qualità sotto il profilo della costanza, soprattutto sui circuiti che, almeno sulla carta, dovrebbero esaltare le caratteristiche della monoposto di Maranello.

La scuderia emiliana può inoltre guardare con fiducia anche alla classifica Costruttori. La crescita mostrata da Charles Leclerc nelle ultime gare — culminata con la vittoria di Silverstone e il secondo posto di Spa-Francorchamps — ha restituito solidità all’intero team. Il divario di 72 punti dalla Mercedes resta significativo, ma il campionato è ancora lungo e la lotta appare tutt’altro che chiusa.

Resta da valutare il potenziale di McLaren e Red Bull nella seconda metà della stagione. Il successo di Lando Norris in Ungheria potrebbe rappresentare un punto di svolta per la scuderia di Woking, chiamata ora a dimostrare di aver ritrovato quella continuità che finora è mancata.

Più complessa, invece, la situazione a Milton Keynes. L’impressione è che Max Verstappen sia costretto a compensare con il proprio talento le lacune di un progetto tecnico che non ha mantenuto le aspettative. A complicare ulteriormente il quadro c’è l’impossibilità di intervenire sull’unità endotermica a causa delle restrizioni regolamentari introdotte dall’Accordo sullo Sviluppo delle Power Unit (ADUO). Secondo le verifiche della FIA, il motore termico della Red Bull resta il riferimento della categoria; nella pratica, però, l’integrazione con la componente elettrica non garantisce la stessa efficacia, penalizzando le prestazioni complessive della power unit e, di conseguenza, la competitività della monoposto anglo-austriaca.

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