Formula 1
F1, Jean Alesi: “GP d’Austria falsato, scandaloso non esporre la bandiera rossa in qualifica. Come se la tragedia di Jules Bianchi non sia mai accaduta”
Jean Alesi non è un personaggio che “le manda a dire”. L’ex ferrarista ha sempre avuto come tratto caratteristico quello di essere molto schietto e di dire senza filtri tutto ciò che gli passa per la testa. Può essere un pregio come un difetto. A 62 anni, il francese non è certo cambiato e ieri ha dato l’ennesima riprova della sua genuinità.
Parlando al Corriere della Sera, il transalpino è stato tranchant verso quanto accaduto durante le qualifiche del Gran Premio d’Austria, caratterizzate dalla pole position ottenuta da George Russell in regime di bandiera gialla. Dopo l’uscita di pista di Max Verstappen, la direzione gara ha infatti deciso di esporre il segnale di pericolo, seppur minimo.
Russell ha interpretato bene il regolamento, poiché la bandiera gialla singola impone un leggero rallentamento, a differenza di quanto sarebbe accaduto con la doppia bandiera gialla (la cosiddetta double yellow), che gli avrebbe impedito di migliorare il suo crono. L’inglese è stato scaltro e ha costruito la propria vittoria tramite questa prontezza di spirito. Tuttavia, l’accaduto ha generato polemiche sia nell’immediato che nel post-gara.
Uno di quelli a cui l’esito del GP di Spielberg non è andato giù è proprio Jean Alesi, poiché a suo modo di vedere “il risultato del Gran Premio d’Austria è stato deciso da una sessione di qualifica falsata. Il fatto che non sia stata esposta la bandiera rossa subito dopo l’incidente di Max Verstappen, nonostante ci fosse un’auto incidentata ai margini della pista, mi fa ribollire il sangue nelle vene.
La Formula 1 ha mandato a tutti un messaggio pessimo, soprattutto alle generazioni più giovani. Qui non si tratta di adeguarsi alla politica della direzione gara, bensì di pretendere che non si ripetano più situazioni del genere. È come se la tragedia di Jules Bianchi, avvenuta nel 2014, non sia mai accaduta. È davvero scandaloso”.
Insomma, l’avignonese ha sparato a zero. Condivisibile o meno, la sua è un’opinione legittima. Russell non ha infranto nessuna regola, ma è corretto che si possa realizzare una pole position in regime di bandiere gialle? In altre categorie, questo non potrebbe avvenire. Certo che è paradossale, per la F1. Troppo spesso accusata di eccesso di zelo, a questo giro finisce nell’occhio del ciclone per una politica più lassista in termini di sicurezza…