Tennis
Djokovic prende atto: “Senza nulla togliere a Sinner, ma la biologia mi presenta il conto”
Novak Djokovic, in questi giorni a New York per la presentazione del documentario “Novak Djokovic – Il lupo d’inverno”, prodotto da Prime Video, è tornato a parlare, ad una settimana di distanza, della semifinale persa nettamente a Wimbledon contro Jannik Sinner.
Nel corso del programma CBS Mornings il serbo ha ripercorso l’inizio della sua passione per il tennis: “Ho iniziato a giocare a tennis all’età di quattro anni, nessuno aveva mai toccato una racchetta nella mia famiglia. Non avevamo una grande tradizione in questo sport in Serbia. Ho cominciato a interessarmi al tennis e mi sono innamorato. Ho chiesto a mio padre di comprarmi una racchetta ed è iniziata così la mia storia d’amore con il tennis”.
Sulla scelta di mostrare le sue emozioni in campo: “Mostrare le emozioni in campo? È tutto collegato alla mia infanzia e alle mie origini. Il mio Paese ha vissuto la guerra negli anni ’90, l’embargo, diverse sanzioni, una crisi economica e sociale. Io ho scelto lo sport più costoso e i miei genitori hanno voluto supportarmi. Ho due fratelli, anche loro volevano giocare a tennis, ma non hanno ricevuto lo stesso mio supporto. I miei genitori sono stati male per questo, ma hanno dovuto prendere una decisione in quel momento. Ho giurato a me stesso che li avrei ripagati regalandogli la migliore vita possibile”.
Sul torneo di Wimbledon e la semifinale con Sinner: “Penso alla mia età? Penso a giocare un buon tennis. Sono le persone a ricordarmi l’età. E se non lo fanno loro, ci pensa il mio corpo. Cerco di sfruttare ogni minimo vantaggio possibile per riuscire a competere ancora al più alto livello con i più giovani. Il corpo ovviamente risponde in maniera diversa ora, è biologia. Ho giocato per più di 20 anni al livello più alto e impiego molto più tempo per recuperare. Dopo il quarto di finale contro Felix Auger-Aliassime di cinque ore e 15 minuti, non sono riuscito a recuperare come avrei voluto in vista della semifinale. Non voglio togliere nulla ai meriti di Sinner, che ha vinto il torneo, ma ora è diverso per me”.
Uno dei motivi per cui continua a competere: “Uno dei motivi per cui continuo a giocare è l’energia del pubblico. Non potrò mai ringraziare abbastanza le persone per il rispetto che mi stanno mostrando negli ultimi anni in tutto il mondo. Mia moglie è la mia roccia e senza di lei sarebbe stato impossibile realizzare tutto questo. Non è facile perdere gli eventi importanti della famiglia. Ora sto cercando un equilibrio diverso, ed è per questo che non gioco tanto quanto prima. Voglio essere il migliore marito, padre, fratello e figlio possibile. Sento di avere ancora qualcosa da dimostrare? Sì, soprattutto a me stesso. Voglio dimostrare a me stesso che posso sempre essere una versione migliore di me stesso rispetto a ieri”.