Ciclismo
Cosa cambia al Tour de France con il ritiro di Vingegaard. Piganzoli ‘capitano’ in Visma, ma il trend è in calo…
Il Tour de France 2026 ha cambiato fisionomia dopo il ritiro di Jonas Vingegaard, che è caduto a ventuno chilometri dal traguardo della quindicesima tappa e ha rimediato la frattura della clavicola destra. Il danese occupava il secondo posto in classifica generale con un distacco di 4’30” dallo sloveno Tadej Pogacar: vero che il Campione del Mondo aveva ipotecato la conquista della sua quinta Grande Boucle, ma l’alfiere del Team Visma | Lease a Bike sembrava poter essere l’unico in grado di inventarsi qualcosa e di provare a rimescolare le carte nell’ultima settimana.
Il tanto desiderato duello, di cui si è a lungo manifestato alla vigilia, non aveva mai avuto luogo e Vingegaard aveva progressivamente perso terreno, tanto che uno dei temi di interesse della Grande Boucle sembrava essere l’entità del distacco che Pogacar gli avrebbe inflitto in chiusura delle tre settimane di gara. L’infortunio odierno ha acceso ulteriormente la lotta per i due gradini del podio finale di Parigi alle spalle del dominatore assoluto, il cui regno sembra inscalfibile.
Pogacar ha cinque minuti esatti di vantaggio sul belga Remco Evenepoel, 5’58” sul messicano Isaac Del Toro, 6’23” sul francese Paul Seixas, 6’48” su Florian Lipowitz, 7’28” sullo spagnolo Juan Ayuso. Nei fatti ci sono cinque ciclisti in meno di due minuti e mezzo: Evenepoel ha dalla sua la cronometro e oggi ha vinto in salita, Seixas è estremamente promettente ma alla sua prima grande esperienza, Lipowitz dovrebbe essere il secondo uomo della Red Bull-BORA-hansgrohe, Ayuso oggi ha preso una batosta in salita. L’ultima settimana proporrà una prova contro il tempo di 21 km e poi un doppio arrivo in salita all’Alpe D’Huez tra venerdì e sabato, decisivo per la classifica.
Davide Piganzoli è stato promosso a capitano del Team Visma dopo il ritiro di Vingegaard: al momento è quindicesimo in classifica con un ritardo di 24’42” dalla vetta e si trova a 5’16” dalla top-10, chiusa dal francese Jordan Jegat. Il lombardo proverà a lottare per la top-10, ma la condizione di forma sembra essere in calando: il 24enne è reduce dall’eccellente Giro d’Italia (ottavo in classifica, correndo in appoggio a Vingegaard), ha vinto una tappa alla Route d’Occitanie e non ha preparando il Tour de France, dunque sarà chiamato a stringere i denti per cercare di ottenere il miglior risultato possibile.