Tennis

Cosa cambia a Montreal senza Sinner, Alcaraz e Djokovic. Teste di serie rivoluzionate, Cobolli ne beneficia

Giandomenico Tiseo

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Flavio Cobolli / LaPresse

Il Masters 1000 di Montreal perde i suoi tre principali protagonisti ancor prima di iniziare. I forfait di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic non rappresentano soltanto un impoverimento tecnico e mediatico per il National Bank Open, ma modificano in maniera sostanziale gli equilibri del torneo, ridisegnando il seeding e spalancando scenari completamente nuovi per tutti gli altri protagonisti del circuito.

Quando vengono meno tre riferimenti assoluti del tennis mondiale, infatti, il tabellone assume inevitabilmente una fisionomia diversa. Spariscono i favoriti quasi obbligati per la vittoria finale e aumenta sensibilmente il numero dei giocatori che possono legittimamente coltivare ambizioni importanti. È il classico effetto domino: ogni rinuncia provoca uno slittamento delle teste di serie e rende il percorso di numerosi tennisti decisamente più favorevole rispetto alle previsioni iniziali.

Il primo grande beneficiario è Alexander Zverev. Il tedesco, reduce dalla finale di Wimbledon persa contro Sinner, eredita la testa di serie numero uno e si presenta in Canada con una pressione diversa, ma anche con una concreta opportunità di tornare a conquistare un Masters 1000 sul cemento, superficie che nel corso della carriera gli ha già regalato alcuni dei risultati più prestigiosi. Senza Sinner, Alcaraz e Djokovic, il tedesco diventa inevitabilmente il punto di riferimento del torneo.

Anche il pubblico canadese può guardare al torneo con rinnovato entusiasmo. Felix Auger-Aliassime beneficia infatti dell’assenza dei tre big diventando la seconda testa di serie del tabellone, il miglior piazzamento mai ottenuto da un giocatore di casa nella storia recente della manifestazione. Un riconoscimento che riflette tanto lo scorrimento del ranking quanto la possibilità, almeno sulla carta, di disputare un torneo da autentico protagonista davanti al proprio pubblico.

Tra coloro che possono sorridere c’è anche il tennis italiano. Il nome da cerchiare in rosso è quello di Flavio Cobolli, promosso alla settima testa di serie. Una posizione che, nei tabelloni Masters 1000 a 96 giocatori con 32 teste di serie, garantisce una protezione particolarmente significativa nelle prime fasi della competizione.

Il romano esordirà direttamente al secondo turno grazie al bye riservato alle teste di serie e affronterà il vincente di una sfida tra due giocatori non inseriti tra i primi 32 del seeding. Soltanto dal terzo turno inizieranno gli ostacoli più impegnativi, ma anche in questo caso il regolamento ATP offre una tutela ben precisa: le prime otto teste di serie vengono infatti abbinate obbligatoriamente a una testa di serie compresa tra la numero 25 e la numero 32.

Tradotto in termini pratici, Flavio eviterà tutti i principali favoriti almeno fino agli ottavi di finale. In quella fase potrebbe incrociare uno dei giocatori collocati nell’ultima fascia delle teste di serie oppure, qualora si verificassero eliminazioni premature, un outsider capace di sovvertire il pronostico. È uno scenario che aumenta sensibilmente le possibilità dell’azzurro di spingersi fino ai quarti, obiettivo che in un Masters 1000 rappresenterebbe un risultato di assoluto prestigio.

L’eventuale quarto di finale segnerebbe invece il primo vero salto di qualità. Da regolamento, Cobolli troverebbe lungo il proprio cammino una delle prime quattro teste di serie oppure uno dei giocatori inseriti nella fascia tra la numero 9 e la numero 12, a seconda degli incastri determinati dal sorteggio e dagli eventuali risultati a sorpresa. È in quella fase che potrebbero materializzarsi confronti di altissimo livello con Zverev, Auger-Aliassime, Medvedev, Rublev o altri protagonisti della parte alta del tabellone.

Chi saprà sfruttare un’occasione irripetibile? Per il romano si tratta probabilmente di uno dei tabelloni più favorevoli mai trovati in un Masters 1000. La testa di serie numero 7 non garantisce risultati, ma offre un percorso iniziale decisamente meno accidentato rispetto a quello che avrebbe affrontato in presenza dei tre dominatori del circuito. Toccherà poi al campo stabilire se il romano riuscirà a trasformare questa favorevole combinazione di incastri in un torneo da protagonista.

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